Wang Guangyi, The Last Supper (New Religion), 2011, oil on canvas, 400 x 1600, courtesy the Artist and Fondazione Stelline, Milan

Sei grandi artisti internazionali, di diversa tradizione culturale, hanno riletto il tema dell’Ultima Cena a partire dalla raffigurazione che ne ha dato Leonardo, facendone una delle espressioni più alte della nostra cultura, in un originale dialogo tra oriente e occidente.

Fino al 30 giugno 2019, alla Fondazione Stelline di Milano, Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Nicola Samorì, Wang Guangyi, Yue Minjun sono i protagonisti della mostra “L’Ultima Cena dopo Leonardo”. 

 

La mostra, prodotta dalla stessa Fondazione e a cura di Demetrio Paparoni, uno dei più riconosciuti critici e curatori italiani, fa parte del palinsesto internazionale Milano e Leonardo 500, il programma di iniziative e progetti che celebra l’opera e il pensiero di Leonardo in occasione del quinto centenario dalla sua morte, ed è stato l’evento di apertura della MilanoArt Week 2019 appena conclusa. 

Un originale dialogo tra oriente e occidente con l’obiettivo di sottolineare come l’opera di Leonardo continui a contaminare l’arte contemporanea.

In mostra oltre alla mai esposta in Occidente The Last Supper di Wang Guangyi, opere espressamente realizzate da Robert Longo, Nicola Samorì e da Yue Minjun, un video di Masbedo incentrato sulle mani che hanno restaurato l’opera e un omaggio di Anish Kapoor all’opera di Leonardo.

Trattandosi di una figura geniale e poliedrica, il suo pensiero e il suo lavoro si prestano a fornire spunti per sviluppare linguaggi nuovi e per affrontare tematiche classiche in modo innovativo. Come spiega il curatore Demetrio Paparoni, le presenze in mostra rispondono a precisi criteri: Anish Kapoor è l’artista che più di ogni altro incarna lo spirito leonardesco, incentrando la propriaricerca sul rapporto tra arte e scienza, tra sparizione e apparizione della forma; Robert Longo è l’artista americano che ha ridefinito in chiave attuale una rilettura dei capolavori del passato, facendone espressione del presente. Rendendo palpabile il tema della morte biologica della pittura, Nicola Samorì affronta la narrazione di opere classiche, caricandole di nuovi significati; gli artisti multimediali Masbedo focalizzano la loro attenzione sulle mani di Pinin Brambilla Barcilon, la restauratrice che ha salvato l’Ultima Cena di Leonardo in oltre 22 anni di costante e ininterrotto lavoro. E ancora, Yue Minjuni ndaga il tema della confusione della mente attraverso l’impenetrabilità dell’immagine sacra; Wang Guangyi, in un grande polittico di sedici metri, che è la più importante rappresentazione dell’Ultima Cena realizzata in tempi recenti in Cina e mai esposta in Occidente, sovrappone l’iconografia leonardesca al paesaggio e alla tecnica pittorica tradizionale cinese del Wu Lou Hen.

 

“Questa mostra, originale nella sua concezione e dal respiro internazionale, è il contributo che la Fondazione Stelline dedica a Leonardo, icona mondiale di arte, bellezza e genialità. Simbolo dellanostra meravigliosa Italia, di una Milano sempre più aperta alla contaminazione culturale e di una Lombardia operosa ed eccellente” ha sottolineato il presidente della Fondazione Stelline PierCarla Delpiano.

Una mostra – stimolo di riflessione sulla straordinaria modernità di Leonardo, sul rapporto tra arte e scienza e sulla contemplazione del sacro.

INFO 
L’ULTIMA CENA DOPO LEONARDO
2 aprile – 30 giugno 2019
a cura di Demetrio Paparoni
martedì – domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)
Ingresso: € 8 intero; € 6 ridotto
(ultimo ingresso ore 19)