Dare nuova vita, attraverso l’arte, ai luoghi della memoria di Milano. È l’obiettivo del primo festival MEMI, a Milano dal 13 al 15 settembre, che punta a coinvolgere artisti, performer e designer interessati a sviluppare progetti artistici per far conoscere o raccontare i luoghi della memoria.

L’invito è aperto a tutti quelli che vorranno proporre idee realizzabili utilizzando un ampio spettro di linguaggi espressivi, quali performance, danza, installazione, pittura, fotografia, scultura, arte digitale, video art, sound design e altre forme di espressione multidisciplinari.

I progetti dovranno coinvolgere attivamente i cittadini. Artisti o collettivi potranno presentare una sola proposta da realizzarsi in uno o più giorni del festival. Ogni proposta potrà riguardare uno o più luoghi e dovrà essere originale ma non necessariamente inedita.

Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12 del 1° luglio. Per maggiori informazioni e per le modalità di presentazione delle candidature è possibile consultare il bando al sito www.me-mi.it/festival.

Il Festival MEMI è inserito all’interno del progetto “MEMI – Attiviamo la Memoria”, con il patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione della piattaforma Milano è Memoria e realizzato dall’Associazione Culturale Nuvolanove con il contributo di Fondazione Cariplo in partnership con il Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU), l’INSMLI – Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano e Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea  CDEC, con il Patrocinio del Comune di Milano e dell’Università Bocconi di Milano, e con l’Istituto Comprensivo Quintino di Vona e il Civico Liceo Linguistico Alessandro Manzoni.

Elisa Sirtori
Sportiva per passione ma con la determinazione di un professionista, ha deciso di dedicare anima e corpo a fare tutto quello che la rende felice. Lo sport è sicuramente il motore che la spinge a dare il massimo in tutto, la passione è il cuore pulsante per realizzare i suoi sogni. In procinto di laurearsi in scienze dell'educazione per l'infanzia ha da sempre mostrato al mondo la sua spiccata sindrome di Peter Pan, stare in mezzo ai bambini accentua il suo essere libera, la sua creativa e l’innata capacità di saper volare con la fantasia, impresa ardua per molti adulti e invidiata da altri. Diventa quindi passaggio semplice affacciarsi al mondo della scrittura dove, più che in altri ambiti, si è liberi di lasciar fluire i propri pensieri permettendo, anche agli ignari spettatori dei suoi articoli, di poter raggiungere e dare una sbirciata all’inarrivabile Isola che non c’è.