LISETTA CARMI – Santa Maria della Vita, Genova, Italsider. La colata dell’acciaio, © Lisetta Carmi. Courtesy of Martini & Ronchetti, Genova

Un giro per Bologna come non lo avete mai fatto, fino al 24 novembre la città ospita la quarta edizione della Biennale di Fotografia dell’industria e del Lavoro, promossa e organizzata da Fondazione MAST con la direzione artistica di Francesco Zanot.

Sviluppata attraverso 11 mostre allestite in luoghi iconici e storici della città, alcuni non sempre aperti al pubblico, l’esposizione favorisce il proseguire dell’impegno del MAST nel sostenere e diffondere la cultura della fotografia raccontando i profondi cambiamenti che l’uomo, con il suo lavoro e le sue attività, sta attivamente determinando sulla terra. Non a caso il titolo di quest’anno è Tecnosfera; l’uomo e il costruire, dove con tecnosfera si intende l’insieme di tutte le strutture che gli esseri umani hanno costruito per garantire la loro sopravvivenza. A chiusura degli eventi troviamo la mostra Anthropocene, proprio nella sede del MAST, di cui abbiamo parlato in questo articolo e che durerà invece fino al 5 gennaio.

 

Lo stesso Zanot ha dichiarato “La vastità dell’intervento dell’uomo sull’ambiente e su ogni cosa che lo circonda è resa evidente dalla diversità dei soggetti e dei luoghi rappresentati nelle immagini degli autori.  Macchina fondamentale per fabbricare l’immaginario degli ultimi due secoli e aggiornarlo costantemente, la fotografia è allo stesso tempo un indispensabile strumento di ricerca e un prodotto dell’inestinguibile bisogno dell’uomo di cambiare (e rivedere) il mondo”.

 

Così nascono 11 mostre per undici fotografi e artisti che durante la loro carriera si sono interfacciati con questo tema portandolo all’attenzione dell’osservatore attraverso il loro obiettivo, ognuno con il proprio stile incisivo. Tra i nomi troviamo alcuni celebri protagonisti della storia della fotografia come Albert Renger-Patzsch che alla Pinacoteca Nazionale mostra le installazioni industriali ottocentesche disseminate nella Ruhr; André Kertész, a Casa Saraceni, attento a indagare il rapporto fra macchina e uomo, tutte queste immagini fanno ormai parte di un patrimonio iconico condiviso e sono al fianco di grandi artisti contemporanei, italiani e internazionali come Luigi Ghirri, con alcuni lavori inediti realizzati su commissione per importanti aziende che svelano senza dubbio la poetica del maestro; Lisetta Carmi e l’imperdibile esposizione, all’Oratorio di Santa Maria della Vita, che mostra il porto di Genova e l’Italsider degli anni Sessanta colti nel segno dell’impegno civile; l’opera di Armin Linke accumula invece, nella Biblioteca universitaria, materiali di varia natura a fare da cornice ad una serie di video sui fondali marini che nascondono giacimenti di gas industriali; David Claerbout ci porta nel grande stadio di Berlino narrato in una raffinata ricostruzione digitale per raccontare la decomposizione, visibile allo spazio Carbonesi.

 

Tra i giovani autori affermati sulla scena internazionale vediamo Matthieu Gafsou che indaga sui «miracoli» e i paradossi del transumanesimo; Stephanie Syjuco, con la città spettrale nel video realizzato con le immagini scaricate da Google Earth a San Francisco ripercorrendo il percorso compiuto dal ‘cable car’ nel film A Trip Down Market Street del 1906; Yosuke Bandai con le immagini di statue costruite con i detriti della nostra quotidianità in una particolare installazione al Museo della Musica; Delio Jasse testimonia a palazzo Paltroni (sede della Fondazione del Monte) la crescita fuori controllo di Luanda, capitale dell’Angola, dove a costruire sono soprattutto imprese internazionali. Ogni artista presente alterna tecniche che vanno dagli usi più puri e tradizionali della fotografia alle sperimentazioni più innovative.

 

Per visitare tutte le mostre e avere maggiori informazioni sugli artisti e le loro opere visitate il sito ufficiale di Foto Industria, troverete il programma completo con incontri, visite guidate, eventi e le presentazioni di ciascuna mostra.