©Laila Pozzo

Il Teatro Bellini sceglie di arricchire la sua già notevole stagione teatrale, con lo spettacolo “Atti osceni. I tre processi di Oscar Wilde” che vede impegnati, come registi e scenografi, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia. Un lavoro che aggiunge un tassello all’indagine che entrambi, da tempo, stanno conducendo sul noto autore e regista newyorkese di origini venezuelane, Moisés Kaufman.

Il lavoro di Kaufman, come egli stesso afferma, nasce dall’esigenza di raccontare la storia, accompagnata alla necessità di esplorare la forma ed il linguaggio teatrale. Nell’andare avanti, la scoperta dell’esistenza di diverse versioni di una vicenda, ognuna degna di essere rivelata.  Da qui i quesiti che hanno dato avvio alla creazione dell’opera: «come può il teatro raccontare la Storia? Come creare una pièce che contenesse tutta la molteplicità di queste storie e nello stesso tempo conservasse una linea drammaturgica coerente?».

Con “Atti osceni” Kaufman dice molto dell’autore irlandese, servendosi dei “tre processi” che lo hanno coinvolto. L’autore ricostruisce le vicende partendo dai reperti tratti dai verbali giudiziari e altre testimonianze raccolte, creando un avvincente montaggio che si caratterizza per il dare voce alle diverse versioni della storia.

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Nel maggio del 1895 Oscar Wilde viene condannato dal giudice Willis a due anni di lavori forzati per omosessualità, il massimo della pena prevista dalle rigide leggi dell’epoca Vittoriana. Ad accusarlo, Lord Queensberry, il padre di Bosie, il ragazzo amato da Wilde.

Noi spettatori ci ritroviamo in un’aula di tribunale ad assistere allo svolgimento di un processo durante il quale ognuno dei personaggi espone il suo punto di vista, talvolta completamente diverso dalla realtà. Parole che nulla fanno per dirimere il dilagare di un’ipocrisia benpensante che osteggia Wilde, nonostante risulti uno scrittore e drammaturgo molto amato dalla società.

©Laila Pozzo

Un linciaggio vero e proprio perpetrato nei confronti dell’autore irlandese, interpretato da Giovanni Franzoni, che porta in scena tutto Wilde: prima sprezzante, poi perduto seppur fermo nelle sue convinzioni. Consapevole delle sue debolezze e cosciente di rinnegare se stesso mentendo sulle proprie inclinazioni.

La messinscena di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con il supporto dei nove straordinari attori, non si limita ad essere una ricostruzione storica, ma lo rende un rito teatrale in cui si parla di arte, di libertà, di teatro, di sesso, di passione. Ed il processo a Wilde diventa il processo a qualunque artista difenda con forza l’assoluta anarchia della creazione.

INFO:
Atti osceni. I tre processi a Oscar Wilde

Piccolo Bellini, dal 28 gennaio al 2 febbraio

Orari: feriali ore 21:00, mercoledì e sabato ore 17:30 e 21:00, domenica ore 18:00

Prezzi: a partire da 14€ – 15€ under29

Credits:

di Moisés Kaufman

traduzione Lucio De Capitani

con Giovanni Franzoni, Riccardo Buffonini, Ciro Masella, Nicola Stravalaci, Giuseppe Lanino, Giusto Cucchiarini, Filippo Quezel, Edoardo Chiabolotti, Ludovico D’Agostino

suono Giuseppe Marzoli

luci Nando Frigerio

regia, scene e costumi Ferdinando Bruni, Francesco Frongia

produzione Teatro dell’Elfo