cucciolo di leone che corre, un uomo sulla sinistra lo bagna con l'acqua di una canna

Il leoncino rinominato Simba era stato trovato mezzo congelato e torturato in un fienile abbandonato nella regione russa del Daghestan, stremato e con le zampe spezzate in modo che non potesse fuggire dai turisti che volevano una foto con lui, questo cucciolo aveva solo poche settimane quando è stato strappato alla madre per essere venduto a un fotografo di quelli che propongono uno scatto a pagamento con animali esotici, diventando così oggetto di avidità e cattiveria. Simba era stato torturato, affamato e picchiato, gli veniva versata addosso costantemente acqua ghiacciata e infine, a completamento dell’opera di malvagità, gli erano state spezzate le ossa delle zampe in modo tale che non potesse fuggire e risultasse mansueto con i turisti, certo perché il fotografo in questione aveva già pensato che un cucciolo non sarebbe stato pericoloso, ma una volta cresciuto sarebbe stato molto più difficile tenerlo fermo, da questa illuminante deduzione l’idea feroce di spezzargli le zampe fin da subito così sarebbe stato per forza fermo.

Mostruosi i torturatori oltre che feroci assassini ma anche i turisti sono colpevoli, perché pur di avere una foto trofeo con un animale difficile, anzi impossibile da avvicinare, non guardano in faccia la realtà e smettono di ragionare su cosa significhi quello scatto, cosa si celi dietro, quanto dolore, sofferenza e ingiustizia si nasconda in quella foto inutile.

Moltissimi animali purtroppo non hanno una storia a lieto fine e muoiono di dolore e di stenti per il turismo sadico che li uccide, per fortuna ogni tanto qualche storia va a finire bene e potrebbe essere da monito per molte altre, si tratta proprio di Simba che quando è stato trovato era messo talmente male che le speranze di sopravvivenza erano davvero poche, la sua vita sembrava ormai segnata.

E invece, due mesi dopo, Simba ce l’ha fatta e tornerà presto a casa, in Africa, ha subito un’operazione d’urgenza dal veterinario specializzato Karen Dallakyan, che oltre ad avergli salvargli la vita aveva portato la vicenda alla ribalta in tutto il mondo dopo che la notizia di questo crimine atroce aveva scioccato molti, tra cui il presidente russo Vladimir Putin che ha personalmente ordinato un’indagine sulla questione.

Le ferite fisiche di Simba sono guarite e ha imparato di nuovo a camminare, anche se soffrirà per sempre di alcune deformità, il Dottor Dallakyan ha pubblicato sul suo profilo Instagram le immagini del piccolo leoncino Simba che ricomincia a camminare dopo l’intervento mentre in un altro gioca con il suo nuovo amico: un peluche, ma il suo percorso sarà ancora lungo, infatti per il momento è previsto un periodo di adattamento in una struttura protetta in Tanzania dove potrà rimettersi completamente.