Il Principe cerca figlio, il sequel che non avremmo voluto vedere

Il Principe cerca figlio Eddie Murphy e Arsenio Hall

Eddie Murphy è tornato nei panni del principe zamundano nel film Il Principe cerca figlio, lo troviamo alla ricerca del suo erede negli Stati Uniti, in un noioso e decisamente indesiderato sequel della commedia di successo degli Anni ’80, che non andava toccata.

Il film originale, diretto da John Landis, vedeva Eddie Murphy nel ruolo del principe insofferente e scontento Akeem del fantomatico stato africano Zamunda, obbediente al suo regale padre, James Earl Jones, ma desideroso di trovarsi una sposa moderna e indipendente, affine a lui. Così si reca a New York, precisamente nel Queens, con il suo amico Semmi, interpretato da Arsenio Hall. Fingendosi studenti incontrano svariati personaggi diventati leggenda, come il barbiere e i suoi clienti, il reverendo, il cantante e altri, tutti interpretati dagli stessi Murphy e Hall in un rocambolesco viaggio surreale, divertente e leggero senza mai essere grottesco, fino a incontrare Lisa, interpretata da Shari Headley, e con lei finalmente trovare il vero amore per il principe Akeem. Una commedia semplice ma delicata, divertente e non volgare, uno stile che abbiamo perso con la fine degli Anni ‘80.

Il Principe cerca figlio prima e dopo

Questa nuova pellicola, disponibile su Amazon Prime Video, interpretato ancora una volta da Murphy, diretta da Craig Brewer e sceneggiata dagli stessi del primo film, David Sheffield e Barry W Blaustein, con Kenya Barris, ci catapulta a Zamunda 33 anni dopo, Akeem e Lisa sono due reali di mezza età sotto il dominio del re malato ancora sul trono. Akeem è diventato padre di tre figlie femmine, una disdetta per quanto le ami, perché sa di non poterle rendere sue eredi al trono secondo le leggi di Zamunda. Wow avanguardia pura! Ma per fortuna arriva la svolta… viene a scoprire che ha un figlio maschio nato da una relazione di una notte di cui non ha memoria, accaduta proprio a New York nel suo precedente viaggio, la madre è Mary, interpretata da Leslie Jones. A dar forma al grottesco siparietto, inesistente nel film originale, viene usato l’escamotage dell’ubriachezza e delle canne per la perdita della memoria di Akeem sull’accaduto, avremmo preferito che venisse cancellata la memoria anche a noi dopo la breve sequenza. A questo punto conosciamo LaVelle, interpretato da Jermaine Fowler, un ragazzo poco promettente che lavora come bagarino per il losco zio Reem, Tracy Morgan, in realtà l’unica nota positiva è che LaVelle cerca di fare la differenza in una società discriminante, ma è un concetto che finisce lì dove nasce in pochi minuti.
Così Akeem e Semmi viaggiano ancora una volta in America per trovare LaVelle, il primo incontro con la Grande Mela “sblocca un ricordo”, nel Queens tutto è cambiato tranne quel barbiere, il luogo in cui ne “Il principe cerca moglie” tutto è iniziato, un attimo di gioia nel ritrovare i personaggi del tempo con la solita sfacciataggine e quell’atteggiamento irriverente, ma non scadente, che sarebbe stato bello vedere anche nel resto del film. Quello che appare evidente è che non sia chiaro quanto siano cambiati gli stereotipi a Zamunda o negli Stati Uniti dal 1988, forse il successo di Wakanda in Black Panther ha aperto la strada alla possibilità di inventare un paese africano senza considerarlo automaticamente offensivo, peccato che invece la discriminazione verso le donne sia rimasta ferma nel tempo, i principi zamundani hanno ancora il diritto di essere “lavati” da avvenenti e giovani assistenti donne, senza escludere la possibilità di averle come oggetti sessuali, una tiritera che continua per tutto il film, con un piccolo cambio di ruolo solo in una scena, mi viene da pensare aggiunta alla fine giusto per accontentare tutti, in cui sembrerebbe che ci siano anche assistenti maschi per soddisfare ospiti femminili… come se fosse quello a ridisegnare il concetto di parità dei sessi. Tra tutte queste avvenenti assistenti conosciamo Mirembe, Nomzamo Mbatha, una giovane donna molto bella, professionale e addirittura intelligente, talmente assurdo che LaVelle si innamora proprio di lei, quando invece gli era stata offerta in moglie la principessa supersexy e svampita, ma nell’ottica del film non poteva che essere così. Per contrappasso le figlie di Akeem sono delle vere guerriere, o come direbbero certi “donne con le palle…”, Meeka, KiKi Layne, Omma, Bella Murphy, figlia di Eddie e Tinashe, Akiley Love, stereotipate al massimo per dimostrare a tutti i costi che la donna può essere forte.

Il Principe cerca figlio stereotipi di genere

Il risultato è un film noioso e di mezza età come lo stesso Akeem, Eddie Murphy è stranamente cereo e statuario, non ha figure carismatiche al suo fianco con cui possa davvero confrontarsi nel suo stile iconico, nel film stesso c’è un dialogo tra Lavelle e Mirembe che vuole mettere le mani avanti sul fatto che i sequel non possano mai funzionare. Magari in altri casi sì, in questo avete proprio ragione.
Troviamo un altro scaltro accenno autoreferenziale per aiutare il pubblico ad apprezzare il film, ovvero fin da subito scopriamo che il fast food McDowell’s, il posto di lavoro di Akeem come umile lavapavimenti nel Queens del primo film, ora ha un punto vendita in franchising a Zamunda, ma il manager continua a ricevere cause sul copyright da McDonald’s, siparietto diverte, ma ancora non basta.

Il Principe cerca figlio barbiere e clienti

Il primo film si adattava ai tempi facendo dell’ironia sul fatto di vedere l’Africa come “all’antica” e l’America come “moderna” sempre con grande dignità per i personaggi anche quelli più ridicolizzati, nel sequel non c’è un vero cambio di marcia per aggiornarsi, non si riesce a capire se sono cambiate le cose, perché fondamentalmente è bloccato sul modello vecchio stile/moderno perdendo molto di dignità, aggiungendo canzonette, balletti, atteggiamenti moderni troppo forzati e lasciando stereotipi a valanga che hanno davvero stufato. Il principe cerca figlio è un viaggio strano che non avremmo voluto vedere.