“Godzilla vs. Kong” ha incassato più di 15 milioni di dollari con il suo debutto in Cina, sembra incredibile ma in realtà, se facciamo un’accurata analisi (aiuto, sto davvero facendo un’accurata analisi su Godzilla vs. Kong?) non verrà difficile capire come mai questo film potrebbe essere una delle pellicole con il più alto incasso di questi ultimi, rovinosi, anni.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che le restrizioni dovute al Covid hanno dato maggiore peso a tutto quello che prima davamo per scontato, tipo… la libertà!
Ognuno lo sta vivendo a modo suo, a chi mancano i propri cari, ad altri manca la sensazione di trovarsi aggrovigliati tra sconosciuti a ballare nelle notti senza coprifuoco, ad altri ancora, a quanto pare a molti, manca vedere un enorme gorilla che prende a pugni in piena faccia un mostro marino radioattivo.
Alcuni si chiederanno: ma davvero? Mi mancava proprio questo? Per altri invece, giù la maschera, è un sogno che si realizza. A rendere tutto sicuramente ancora più desiderabile è il trailer.

Apparentemente Godzilla vs Kong è il culmine più alto di un lavoro di lunga data; un universo cinematografico in cui veniamo prima introdotti alle più grandi e iconiche creature della storia del cinema e poi rimaniamo a bocca aperta quando vengono addestrate l’una contro l’altra. Per correttezza verso la storia del cinema e per godersi davvero il film si dovrebbe rivedere Godzilla del 2014, Kong: Skull Island del 2017 e Godzilla: King of the Monsters del 2019, ma facciamo i seri, non lo faremo, perché l’intera trama di questo film è totalmente racchiusa nelle tre parole del titolo: un film su King Kong che prende a pugni Godzilla.

Godzilla vs Kong lotta

Forse una bella scazzottata tra titani è davvero la cura di cui che non ci aspettavamo di avere bisogno, davvero!
Immaginatevi un attimo la situazione, siamo chiusi in casa da un anno e si prospetta un secondo anno difficile, il cinema ultimamente ci ha bombardato di film che ci hanno fatto riflettere, come se già non avessimo avuto abbastanza tempo per farlo nella nostra immensa solitudine dilagante. Adesso mettete questi pensieri da parte e immaginatevi di sedervi sul divano (non dico cinema perché mi sembra un po’ troppo azzardato) e preparatevi a vedere sullo schermo un film in cui una creatura anfibia risalente alla Preistoria alta 120 metri, dalla cui bocca mostruosa esce un raggio nucleare atomico, viene presa a randellate sui denti da un gorilla di pari dimensioni che brandisce, come fosse un’ascia, quella che sembra l’antenna di un grattacielo. Se non avete ancora visto il trailer è il momento di fare play. Perché è mia sincera convinzione che un film come questo non solo avrebbe tenuto aperti i cinema, ma avrebbe costretto il coronavirus a una terrificante ritirata (e il Coronavirus muto!).

Godzilla vs Kong pugni

Lo so, starete pensando, “Eeeeh ma che esagerata”, forse sì, sto esagerando, ma non di molto. Dopo l’anno che abbiamo passato tutti, guardare il trailer di Godzilla vs Kong è stato come ricevere un massaggio sussurrato, come se qualcuno avesse finalmente staccato il mio cervello e lo avesse immerso, con cura, in un bel bagno caldo, “Prenditi una vacanza, stai pure lì per qualche ora, perché non servi”. “So che le cose sono state difficili”, sembrava proprio dirmi così, “ma qui c’è un film su due giganteschi idioti che si picchiano l’un l’altro per ragioni che non sono nemmeno lontanamente importanti. Non c’è niente di cui preoccuparsi. Ci pensiamo noi”.

C’è davvero qualcosa di assolutamente rilassante in quanto è completamente, spudoratamente, incontrovertibilmente stupido. Vedere King Kong saltare da una barca che esplode come se stesse facendo un provino per un film di Steven Seagal degli anni ’90, sentire Rebecca Hall dire, con la sua espressione più severa, “Mi sono ripromessa di proteggerla, credo che in qualche modo Kong abbia fatto lo stesso”, sentire le frenetiche vibrazioni corali della colonna sonora, che ricordano il Requiem di Ligeti, ascoltare la frase “Ci serve Kong, il mondo ne ha bisogno”, fa davvero riflettere sul fatto che un film così non poteva uscire in un periodo più azzeccato.

Godzilla vs Kong

Il film in sé potrebbe essere terrificante, anzi, sono quasi sicura di poter affermare che non verrà osannato dalla critica per la sua storia complessa, o i dialoghi non scontati. Staremmo andando anche nella direzione sbagliata se pensassimo di voler vedere un film ricco di mitologia e di personaggi ben studiati, verticali sulla trama, quando invece tutto quello che vogliamo vedere è King Kong che prende a pugni per due ore Godzilla, non rischiando in alcun modo di andare ad impantanarsi con una trama troppo complicata, come ha fatto Godzilla: King of the Monsters, per carità! L’unica cosa che potrebbe darmi un senso di nostalgia potrebbe essere la mancanza di Hulk che, al culmine dell’hype, dice, “Hulk spacca”.

Perché che ci piaccia o no (e alla fine ci piace) è a questo che serve il cinema, soprattutto adesso, abbiamo ancora addosso il pigiama della settimana scorsa quindi è inutile che facciamo finta di essere tutti radical chic alla ricerca costante del film d’autore per darci un tono (che poi pure ci piace quel film, ma non adesso). Perché è a questo che serve il cinema, non si tratta di importanti film da oscar e nemmeno di incredibili viaggi temporali, tanto meno viaggi nello spazio in solitaria. Vogliamo film stupidi, mediocri, con mostri giganteschi e assurdi, che in un’altra vita, quella del prima, andavi a vedere (forse) solo perché pioveva e non avevi nulla di meglio da fare, quanto eravamo ingenui. Quando invece è proprio adesso che non abbiamo davvero nulla da fare!! Questo film rispecchia esattamente come ci sentiamo, abbiamo abbandonato tutte le nostre aspettative alla porta e chiediamo solo un po’ di tregua. Si tratta di unirci tutti insieme, ancora una volta, uscire sui nostri balconi e gridare all’unisono: Godzilla vs. Kong è una cagata pazzesca!! E sentirci di nuovo parte di qualcosa. E allora sì che ha ragione il protagonista, “Ci serve Kong, il mondo ne ha bisogno”!

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...