È questa la sensazione che si ha leggendo la storia raccontata nel romanzo d’esordio nel thriller di Emanuela Valentini “Le segnatrici per Piemme: che sia degna di una sceneggiatura Netflix.

Il ritrovamento delle ossa di Claudia, bambina scomparsa ventidue anni fa, richiama a Borgo Cardo, nell’Appennino emiliano, Sara Romani, chirurgo oncologico di stanza a Bologna. Per lei il funerale è una pericolosa occasione di confronto con un passato da cui è fuggita appena ne ha avuto la possibilità con il solo desiderio di dimenticare. I segreti, gli amici d’infanzia rimasti inchiodati a una realtà carica di superstizioni e pregiudizi, le ossa di una compagna di giochi riemerse da un tempo lontano.
Finché scompare un’altra bambina: Rebecca.
Sara ha avuto giusto il tempo di conoscerla: Rebecca le ha curato una piccola ferita secondo l’antica tradizione della segnatura e adesso Sara è in debito con lei.
Sono 22 anni che Sara cerca di dimenticare la tradizione secolare delle segnatrici, le donne che tolgono il male in modo diverso dalla medicina. Ci prova anche se è un medico oncologico e lei il male lo combatte tutti i giorni. La scomparsa di Rebecca è per lei  l’inizio di una discesa negli inferi dell’Appennino, un viaggio doloroso nelle storie sepolte nel tempo attraverso strade, boschi, abitazioni e volti che lei aveva imparato a cancellare dalla memoria, e che ora diventano luoghi neri in cui cercare una bambina innocente In una sfrenata corsa contro il tempo. Storie antiche e nuove si intrecciano in un doppio filo che tiene il lettore legato alla storia senza mai annoiarlo.
Degno di una sceneggiatura di Netflix,Le segnatrici di Emanuela Valentini è un continuo crescendo da mozzare il fiato. Un thriller infarcito di folclore e suggestioni televisive, influenzato da mille riferimenti alla cultura pop; un thriller tra scienza e credenza in cui la ricerca della verità è anche la ricerca di se stessi e del proprio ruolo all’interno del mondo.
Una trama congegnata bene, con un alto tasso adrenalinico in cui  si fa ritorno a un passato diverso dall’attualità, accomunato al presente dall’odio, dalla vendetta, dalla sete del denaro e in cui il male e le sue devianze percorrono la narrazione con profondità e sagacia letteraria non comune.