Competencia Oficial, la commedia satirica arriva alla Biennale di Venezia. Recensione

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Tra i film più divertenti e meglio interpretati di questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia mi sento di inserire Competencia Oficial ai primi posti della mia personale classifica.
Prima di tutto perché si tratta di una commedia che partecipa alla competizione ufficiale e dal mio punto di vista dovrebbero esserci più commedie in concorso nel programma di un Festival.
Nello specifico Competencia oficial diretto a quattro mani da Gaston Dupràt e Mariano Cohn è una sorta di Boris in salsa spagnola con incursioni nel grottesco e nella mediocrità umana più becera, di quelle che possono sfociare solo nel crime.

Competencia Oficial

Spesso il motore di una buona storia è la noia, ed è proprio da quest’ultima che prende le mosse il film. Un uomo d’affari miliardario si trova a riflettere sulla propria esistenza e su quanto questa sia stata futile. A parte accumulare soldi non ha fatto nulla che resti. Decide così di servirsi del suo patrimonio per introdursi nella produzione cinematografica. Per riuscirci, assume i migliori: un cast stellare formato dalla famosa regista Lola Cuevas (Penelope Cruz) e da due rinomati attori, entrambi di enorme talento, ma con un ego ancora più grande: Félix Rivero (Antonio Banderas), attore hollywoodiano, e Iván Torres (Oscar Martínez), illustre interprete del teatro radicale. Entrambi delle leggende, ma non proprio in buoni rapporti. I due, infatti, sono costantemente in competizione. Attraverso una serie di sfide sempre più eccentriche lanciate da Lola per ricavare massima autenticità dall’interpretazione, Felix e Iván devono confrontarsi non solo l’un l’altro, ma anche con il loro lascito artistico.

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Competencia Oficial

Innanzitutto si prende molto in giro il dietro le quinte del Cinema, ma diversamente da Boris che ho riportato come esempio, in questo caso ci si focalizza nello specifico sulla pratica attoriale, sul narcisismo e sulle ossessioni dell’attore.
I protagonisti sono eccellenti, così veri e allo stesso tempo finti, nella misura in cui la finzione va a raccontare qualcosa dei personaggi, la loro falsità, il cinismo, le frustrazioni e i lati oscuri.
Cruz e Banderas sono meravigliosi nel ruolo comico – grottesco, non mi sorprenderebbe se ricevessero un premio per questa interpretazione.

I personaggi con cui abbiamo a che fare hanno tante di quelle sfumature psicologiche a corredo del proprio smisurato ego che una collisione a un certo punto della storia deve accadere per forza.

Il film va a scavare a fondo nel marcio del mondo dello spettacolo e prende in giro diverse tipologie umane. Non ci sono personaggi positivi in Competencia oficial, tutti hanno un difetto fatale che li rende anche respingenti.
Si passa dalla mediocrità dell’attore hollywoodiano che, pur essendo gretto e privo di cultura, riesce a fare strada nello showbusiness anche meglio dell’attore impegnato e intellettuale che può vantare una vasta cultura ma con la stessa snobba tutti e si crede superiore.

Un felice rientro a Venezia, quindi, per Mariano Cohn e Gastón Duprat  che con questo film tornano in competizione al Festival dopo Il cittadino illustre, presentato a Venezia nel 2016.
Se volete quindi godervi una commedia gradevole, ridere di gusto e lasciare per un momento da parte il cinema d’autore questo film fa al caso vostro e se per caso nutrite un certo snobismo per la commedia lasciate da parte ogni pregiudizio e pensate al film come ad un prodotto di intrattenimento sorretto da regia e interpretazione di alto livello.
E se l’idea non vi stuzzica ancora sappiate che l’escalation di non sense porterà ad un finale black humor molto interessante.

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