Nuova truffa su Telegram e Whatsapp: attenzione a non cadere nella trappola

368
Nuova truffa su Telegram e Whatsapp
Nuova truffa su Telegram e Whatsapp

È in circolo una truffa su WhatsApp e Telegram: tutti ne parlano, ma pochi sanno come difendersi. Ecco tutti i trucchetti per farlo.

Cadere nella trappola di truffe online è molto più facile di quanto si credi, perché anche se si è esperti nell’uso del cellulare o dei social network, dall’altra parte dello schermo ci sono persone molto più competenti di noi.

Ecco perché è bene sapere come riconoscere le truffe online e quindi come difendersi. Negli ultimi giorni moltissimi utenti sono stati vittime di hacker che hanno provato a truffarli tramite due dei social più utilizzati di sempre, stiamo parlando di Telegram e Whatsapp.

Ecco quali sono i messaggi a cui fare attenzione e non rispondere per non diventare anche voi vittime degli hacker.

Come riconoscere le truffe online

Tempo fa erano gli anziani ad essere vittime di truffe online, perché poco esperti con l’utilizzo del cellulare. Ad oggi le tecniche utilizzate dagli hacker sono state talmente tanto affinate da aver reso irriconoscibili i messaggi di phishing. Questo è il motivo per cui sempre più giovani stanno cadendo nelle trappole che si trovano ogni giorno in rete.

Dietro lo schermo ci sono hacker esperti e malintenzionati, che cercano di rubare dati sensibili, principalmente quelli collegati ai conti bancari, per poter prelevare dei soldi e quindi truffare a tutti gli effetti le persone. Per fortuna ci sono diversi modi per riconoscere le truffe online: sappiate che il pericolo si nasconde nei messaggi di testo più semplici. Per quanto la polizia ha cerchi di vigilare questi fenomeni, è pressoché impossibile controllarli del tutto, ecco perché bisogna imparare a difendersi autonomamente.

Truffe online
Truffe online

L’ultima truffa su Telegram e Whatsapp

Tra le truffe più comuni di oggi rientrano tutti quei messaggi che invitano gli utenti a condividere i propri dati su una piattaforma creata per il loro raccoglimento. Questo particolare tentativo di chiama smishing: gli hacker utilizzano nomi di aziende o istituti bancari noti per convincere i cittadini a condividere i propri dati. Se il messaggio che ricevete promette cose troppo belle, allora non fidatevi. Non cadete nella trappola nemmeno se il testo allude a una situazione di pericolo. Sappiate che per comunicare informazioni importanti la banca vi chiama di persona oppure vi convoca direttamente in sede.

Per difendersi bisogna stare sull’attenti e ricordarsi che difficilmente le grandi aziende non fanno dei regali generosi. Spesso, infatti, i truffatori promettono di spedire un regalo alla vittima per ottenere i suoi dati. Per quanto riguarda la truffa degli ultimi giorni che utilizza come canale di comunicazione Whatsapp o Telegram, sappiate che gli istituti bancari non sono autorizzati a mandare messaggi tramite queste piattaforme. Ecco perché non dovete mai cliccare sui link che vi mandano, né tantomeno rispondere al messaggio.