Del Toro rilancia Frankenstein, in arrivo una Director’s Cut più lunga e radicale| Le scene mai viste
Frankenstein di Guillermo del Toro non ha ancora concluso il suo percorso, né sul fronte dei premi né su quello creativo. Il regista messicano ha infatti confermato di essere al lavoro su una Director’s Cut del film, una versione alternativa che arriverà in un futuro non ancora precisato e che promette di essere più lunga e radicale rispetto al montaggio attualmente disponibile. L’annuncio è arrivato direttamente dal Sundance Film Festival, dove Del Toro era ospite per celebrare la proiezione restaurata di Cronos, il suo film d’esordio del 1992.
Il progetto nasce dalla volontà del regista di recuperare e reinserire alcune sequenze che erano state escluse dalla versione definitiva. Del Toro ha spiegato che questa nuova edizione sarà un montaggio che cercherà di sacrificare il meno possibile del materiale girato, restituendo una visione ancora più completa e personale della sua rilettura del romanzo di Mary Shelley. Una scelta coerente con il suo cinema, da sempre attento al dettaglio, alla costruzione del mito e alla stratificazione emotiva dei personaggi.
Un film ancora al centro della corsa agli Oscar
L’annuncio arriva in un momento particolarmente favorevole per Frankenstein. Il film, distribuito da Netflix e passato anche nelle sale, è infatti candidato a diversi Oscar 2026, tra cui miglior film e miglior attore non protagonista per Jacob Elordi. Le nomination coinvolgono anche la sceneggiatura originale firmata dallo stesso Del Toro, oltre a categorie tecniche come scenografia, fotografia, costumi, trucco e acconciature, suono e colonna sonora originale composta da Alexandre Desplat.
Questo contesto rafforza l’idea di un’opera ancora viva, capace di evolversi nel tempo. Del Toro ha definito ironicamente la Director’s Cut come “all the stitches cut”, ovvero “montata con tutte le suture”, un’immagine che richiama direttamente l’estetica e il cuore tematico del film. La nuova versione sarà quasi certamente più lunga dell’originale, che già supera le due ore e mezza, segno di un progetto che non teme la densità narrativa.

Scene reintegrate e un montaggio alternativo
Tra gli elementi che potrebbero trovare spazio nella Director’s Cut c’è anche una sequenza di circa sette minuti che Del Toro aveva inizialmente girato ma poi deciso di eliminare. A consigliargli il taglio era stato James Cameron, amico del regista, che dopo aver visionato una copia di lavoro aveva ritenuto la scena ridondante. Ora però Del Toro sembra intenzionato a recuperarla, nell’ottica di un montaggio alternativo che restituisca pienamente la sua visione originaria.
Restano ancora molti interrogativi, a partire dalle modalità di distribuzione di questa Director’s Cut. È possibile che la nuova versione segua la stessa strada dell’edizione originale e arrivi nuovamente su Netflix, magari affiancata al montaggio già noto, come accaduto in passato con i Rebel Moon di Zack Snyder. Per il momento non ci sono conferme ufficiali, ma l’idea di poter confrontare due versioni dello stesso film alimenta ulteriormente l’interesse attorno al progetto.
In attesa di ulteriori dettagli, la Director’s Cut di Frankenstein si profila come un’occasione per riscoprire il film sotto una luce diversa, approfondendo ancora di più i temi, le atmosfere e le ossessioni di uno dei registi più personali e riconoscibili del cinema contemporaneo.
