
Nanni Moretti torna a Eshkol Nevo e sceglie questa volta il melodramma sentimentale, seguendo una relazione impossibile che cambia forma con il passare degli anni e affidandosi alla chimica tra Jasmine Trinca e Louis Garrel.
Succederà questa notte è interessante prima ancora che per ciò che racconta, per il modo in cui sposta Nanni Moretti fuori da una zona che sembrava ormai perfettamente riconoscibile. Il regista torna a confrontarsi con la scrittura di Eshkol Nevo, dopo Tre piani, ma questa volta costruisce un film molto più aperto, mobile e sentimentale. Al centro non ci sono nuclei familiari compressi nello stesso spazio, bensì una storia d’amore che si espande nel tempo, attraversa luoghi diversi e soprattutto accetta di mostrarsi senza la consueta diffidenza verso l’enfasi emotiva.
La vicenda parte da un incontro quasi assurdo nella sua semplicità. Greta, interpretata da Jasmine Trinca, compare in abito da sposa su un campo da tennis dove Matteo, interpretato da Louis Garrel, sta giocando con il fratello. Lei si è appena sposata, lui è già sposato. La situazione dovrebbe chiudere qualsiasi possibilità prima ancora che nasca, e invece proprio da quel momento prende forma una relazione destinata a riemergere, trasformarsi e complicarsi nel corso di quasi vent’anni. Moretti costruisce tutto su questa permanenza: il sentimento continua a esistere anche quando le condizioni concrete sembrano renderlo impraticabile.
Moretti abbandona il controllo e trova un melodramma più libero del previsto
La sorpresa maggiore è il tono. Succederà questa notte non ha paura di essere romantico e nemmeno di essere colorato, musicale e apertamente emotivo. Il film passa da Oslo a Torino, fino all’India e alla Spagna, allargando molto il proprio spazio geografico e narrativo. Anche la musica entra nel racconto in modo deciso, con Alberto Iglesias a firmare la colonna sonora e con brani come She’s a Rainbow dei Rolling Stones e perfino un concerto di Bruce Springsteen che assumono un peso concreto nella storia.
Questo movimento continuo dà al film una leggerezza che Moretti non sempre aveva cercato nei lavori più recenti. La regia segue Greta e Matteo nelle diverse stagioni della loro relazione senza trasformare ogni passaggio in una resa dei conti. Non ci sono grandi scene madri costruite per far esplodere il dolore e il film sembra interessato più alla durata dei sentimenti che alla loro spettacolarizzazione. Anche le scene di sesso, elemento tutt’altro che abituale nel cinema di Moretti, vengono inserite senza particolare imbarazzo e contribuiscono a rendere il rapporto tra i due protagonisti più fisico e meno teorico.

Trinca e Garrel tengono insieme una storia che vive soprattutto di tempo e possibilità
Il vero centro del film resta comunque la coppia. Jasmine Trinca e Louis Garrel funzionano perché evitano di trasformare Greta e Matteo in due amanti condannati a una sofferenza costante. Il loro rapporto è fatto di slanci, esitazioni, tempi sbagliati e domande che ritornano. La più importante è anche la più semplice: quanto a lungo si può aspettare che una relazione diventi finalmente possibile? È questa tensione a sostenere il racconto, più ancora degli eventi che si accumulano negli anni.
Moretti appare nel film solo marginalmente, nel ruolo del padre di Greta. È una presenza quasi laterale, molto diversa dalle figure morali e giudicanti che il regista ha spesso interpretato. Qui il personaggio serve soprattutto come appoggio, qualcuno a cui la figlia può rivolgersi nei momenti decisivi. Questa riduzione della propria centralità sembra coerente con l’intero progetto: Moretti lascia più spazio agli altri, ai loro desideri e alle loro contraddizioni, senza sentire il bisogno di commentarli continuamente.
Il film non è privo di rischi. Una storia distribuita su un arco temporale così ampio può facilmente perdere intensità o trasformare i passaggi di tempo in semplice meccanismo narrativo. E infatti non tutto possiede la stessa forza. Ma la seconda parte sembra trovare una fluidità maggiore, soprattutto quando il film smette di preparare continuamente il futuro e lascia che siano i personaggi a portarsi dietro il peso di ciò che hanno vissuto.
Succederà questa notte convince proprio perché non sembra voler dimostrare nulla sulla maturità dell’amore o sulla superiorità dei sentimenti. Mostra piuttosto due persone che continuano a ritrovarsi mentre la vita cambia attorno a loro, senza garanzia che il tempo giochi davvero dalla loro parte. È un film più morbido e aperto del Moretti più recente, ma non per questo meno preciso. La sorpresa non sta tanto nel fatto che abbia scelto il melodramma, quanto nel modo in cui sembra finalmente concedersi il diritto di crederci fino in fondo.
