Elogio dell’ignoranza e dell’errore arriva a teatro, Gianrico Carofiglio sul valore degli sbagli | Una lezione controcorrente al Manzoni di Milano

Il 2 febbraio 2026 al Teatro Manzoni di Milano una lectio scenica che ribalta il senso comune su ignoranza ed errore.

Il 2 febbraio 2026 alle ore 20,45 il Teatro Manzoni di Milano ospita Elogio dell’ignoranza e dell’errore, l’incontro-spettacolo con Gianrico Carofiglio presentato da Charlotte spettacoli. Un appuntamento che si muove tra teatro civile, riflessione filosofica e racconto personale, proponendo una lettura inattesa di due parole che, nel linguaggio comune, vengono associate a fallimento, colpa e mancanza di valore.

Biasimare gli errori e stigmatizzare l’ignoranza è considerato un esercizio virtuoso, quasi un dovere morale. Carofiglio parte proprio da questa convinzione diffusa per metterla in discussione, mostrando come, in molti casi, le cose non stiano affatto così. L’ignoranza consapevole e l’errore riconosciuto diventano strumenti potenti di conoscenza, crescita e libertà, a patto di saperli guardare senza paura e senza autoindulgenza.

Lo spettacolo nasce come una riflessione lucida e ironica sulla nostra umanità imperfetta, un invito a riconoscere i limiti come parte integrante dell’esperienza umana. Non una giustificazione dell’ignoranza fine a se stessa, ma un’esplorazione delle opportunità che si aprono quando smettiamo di fingere di sapere tutto e accettiamo la possibilità di sbagliare.

Ignoranza ed errore come strumenti di conoscenza

Nel corso della lectio scenica, Carofiglio intreccia aneddoti personali, riferimenti alla scienza, allo sport e alla storia del pensiero. Le sue parole attraversano i secoli e i contesti, chiamando in causa figure come Machiavelli, Montaigne e Sandel, ma anche icone della cultura sportiva e popolare come Mike Tyson, Bruce Lee e Roger Federer.

Attraverso questi esempi emerge un’idea chiave: l’errore non è solo una caduta, ma spesso il punto di partenza per una comprensione più profonda della realtà. Molte scoperte scientifiche, evoluzioni sportive e intuizioni filosofiche nascono da tentativi falliti, ipotesi sbagliate e sconfitte accettate e analizzate. L’ignoranza, quando è riconosciuta, diventa un terreno fertile per il dubbio e la curiosità.

Carofiglio invita il pubblico a diffidare delle certezze assolute e delle narrazioni che celebrano solo il successo lineare. La sua è una critica alla cultura della performance e della perfezione, che tende a cancellare il valore del percorso, dell’incertezza e della fragilità. In questo senso, Elogio dell’ignoranza e dell’errore si propone come una difesa del pensiero critico e della capacità di cambiare idea.

Una lectio scenica tra pensiero e racconto

La forza dello spettacolo sta anche nella forma scelta. Non una conferenza accademica, ma una lectio scenica che utilizza il linguaggio del teatro per rendere accessibili concetti complessi. Il racconto procede per immagini, esempi concreti e riflessioni che alternano profondità e leggerezza, coinvolgendo lo spettatore in un dialogo ideale piuttosto che in una lezione frontale.

Questo approccio è coerente con il percorso di Gianrico Carofiglio, autore capace di muoversi tra narrativa, saggistica e divulgazione culturale. Ex magistrato e senatore della Repubblica, ha costruito nel tempo una voce pubblica riconoscibile, attenta al linguaggio, all’etica e alla responsabilità delle parole. Nei suoi libri e nei suoi interventi, l’errore non è mai solo un fatto tecnico, ma una questione morale e civile.

In scena, Carofiglio non offre soluzioni semplici né ricette motivazionali. Propone piuttosto una celebrazione allegra e disarmante della nostra umanità, fatta di tentativi, ripensamenti e imperfezioni. Accettare di non sapere tutto e di poter sbagliare diventa un atto di libertà, un modo per sottrarsi alla paura del giudizio e recuperare il piacere della ricerca.

Elogio dell’ignoranza e dell’errore è molto più di una serata di riflessione: è un invito a cambiare sguardo su noi stessi e sugli altri, a riconoscere che proprio negli errori e nelle incertezze si nascondono alcune delle opportunità più feconde del pensiero e della vita. Un incontro che promette di lasciare il pubblico con più domande che risposte, e forse per questo con qualcosa di davvero prezioso.