Home Libri Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve. Recensione

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve. Recensione

CONDIVIDI SU

allan

Se non avete ancora visto il film, vi consiglio di leggere “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”. Questo appassionante e spassoso romanzo, scritto da Jonas Jonasson, racconta l’avventura, lunga una vita, di Allan Karlsoon che, nel giorno del suo centesimo compleanno, a pochi minuti dall’inizio dei festeggiamenti alla casa di riposo in cui si trova, prende la fuga scavalcando il davanzale della sua finestra e arriva alla fermata degli autobus.
Non ancora abbastanza soddisfatto, decide di fare una bella marachella e ruba un enorme borsone a un ragazzo dall’aspetto dubbio che glie la aveva affidata pochi attimi prima per andare in bagno. Sfortunatamente il giovanotto è un membro di un’organizzazione criminale dal nome Never Again che di certo non ha intenzione di chiudere un occhio sull’accaduto.
Ma Alan si rivelerà un centenario decisamente fuori dal comune e trascinandosi dietro la sua nuova valigia, decide di intraprendere un viaggio senza destinazione predefinita. Lungo il percorso incrocerà persone davvero stravaganti e interessanti alle quali racconterà la sua vita avventurosa e ricca di incontri con personaggi incredibili e costellata di successi straordinari. E tutto questo senza scordarsi mai di avere la Never Again alle calcagna.
Ma saranno più pericolosi i giovani delinquenti o il nuovo gruppo con a capo il centenario Alan?

il-centenario-che-salto-dalla-finestra-2013-Felix-Herngren-08
un’immagine tratta dal film
CONDIVIDI SU
Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.