Home Arte e Mostre Le “differenti prospettive” di Barbara Probst alla Galleria Campari

Le “differenti prospettive” di Barbara Probst alla Galleria Campari

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La fotografa tedesca Barbara Probst è la protagonista del Campari Wall con Different Perspectives fino al 9 luglio, il progetto espositivo promosso dalla Galleria Campari. In questa occasione è stato presentato un polittico che unisce quattro fotografie, all’apparenza slegate tra loro dove solo una bolla di sapone, che aleggia sul tavolo ripetendosi nei differenti ambienti, rimane il filo conduttore delle immagini. Il polittico fa parte del ciclo di lavori dal titolo Exposure, dove le immagini sono scattate in studio, in questo caso nel in quello di New York, attraverso l’utilizzo di 12 macchine fotografiche, disposte intorno al soggetto, che scattano nello stesso momento, così da catturare differenti punti di vista di immagini separate, in un unico istante, minando alle fondamenta il concetto di verità fotografica.

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Il tempo, in questi scatti in bilico tra dolcezza e amarezza, sembra sospeso, proprio come la bolla sopra il legno della scrivania, tra un passato bucolico, ricordato dalla foto di un paesaggio dell’Engadina e un presente frenetico, rappresentato dallo skyline metropolitano fuori dalla finestra. A quale dei due mondi volta le spalle la donna, della quale Barbara Probst ci mostra solo una parte di volto?
Questo lavoro incorpora prospettive multiple di uno stesso momento, offrendo più interpretazioni a chi le guarda” dice Marina Mojana, Direttore artistico della Galleria Campari. “Lo stesso istante si dilata, mentre il frammento di realtà diventa un universo parallelo di sconcertante ambiguità”.
Fin dagli esordi, l’artista, che nasce come scultrice e quindi amante della tridimensionalità, concentra la propria ricerca sull’analisi dei meccanismi di funzionamento del mezzo fotografico e ne mette in discussione gli elementi fondanti: dalla luce alla grana delle pellicole sino ai ruoli del fotografo e dell’osservatore, passando dalle categorie di soggetto e oggetto, trasformando uno scatto in molteplici per creare un movimento e una dinamicità.

Il Campari Wall con Different Perspectives di Barbara Probst, a cura di Marina Mojana, in collaborazione con la Galleria Monica De Cardenas, sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, con ingresso libero.

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Barbara Probst
Nata a Monaco di Baviera nel 1964, Barbara Probst vive e lavora tra New York e Monaco. Mentre studia all’Accademia di Belle Arti di Monaco (1984-1990) frequenta per un anno l’Accademia di Düsseldorf (1988-1989), città che tra il 1976 e il 1997 rappresentò un luogo di eccellenza della produzione fotografica internazionale e un centro di formazione professionale e artistica ad altissimo livello sotto la guida della coppia Bernd e Hilla Becher.
Il lavoro di Barbara Probst è presente nelle collezioni del Museo Reina Sofia a Madrid, del Centre Pompidou a Parigi, della Tate Modern a Londra, al MoMa a New York, al Kunstverein Oldenburg (Germania), al Centro d’Arte Contemporanea Domaine de Kerguéhennec a Bignan (Francia) e al National Museum of Photography di Copenhagen. Fotografa di ritratti e di nature morte, ma non solo, ha esposto in Italia al MART di Rovereto (2013). Nel 2007 la casa editrice Steidl le dedica un’ampia monografia dal titolo Barbara Probst: Exposures.

Campari Wall
By Galleria Campari
HQ Gruppo Campari
via F. Sacchetti, 20
Sesto S. Giovanni (MI)
www.campari.com
www.camparigroup.com

Orari
Da lunedì a venerdì
Dalle ore 09.00 alle ore 19.00

Ingresso Libero

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Alessandra Chiaradia

È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l’occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio.
In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce…