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Per i 30anni di Labyrinth arriva il gioco da tavola

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Labyrinth – Dove tutto è possibile, il film cult per eccellenza degli anni ’80 compie 30 anni e ancora oggi resta una pellicola indimenticabile, sicuramente la sua grandezza è dovuta, oltre che per la storia magica/psichedelica, soprattutto ai personaggi, primo fra tutti quello interpretato dal compianto David Bowie, Jareth, il re dei Goblin, ne sono ancora completamente innamorata, stupendo, meraviglioso! E poi come dimenticare la bellissima e giovanissima Jennifer Connelly che ha fatto sognare intere generazioni, oppure i personaggi di fantasia come Gogol, Bubo o Sir Didimus che sono rimasti nei nostri cuori e ci rimarranno per sempre.
Non c’è che dire, Labyrinth – Dove tutto è possibile, ha lasciato un solco indelebile nella storia del cinema.

 

Proprio per questo motivo, la dV Giochi ha voluto omaggiare questo capolavoro, uscito nelle sale il 27 giugno 1986, con un gioco in scatola che si preannuncia imperdibile per tutti gli appassionati, curato nei minimi dettagli e destinato a diventare testimonianza di un’epoca che è stata magica sotto più punti di vista.

Il gioco, Jim Henson’s Labyrinth, The Board Game, comprenderà le minifigures dedicate a Sarah, Jareth, Gogol, Bubo e Sir Didimus, 32 carte labirinto, 30 gettoni di gioco, 6 dadi poliedrici, 6 schede di riferimento, 4 schede dei personaggi, 4 carte abilità, 4 carte debolezza, 4 carte di fermo gioco e un orologio. Il gioco, che funziona anche in solitario, è collaborativo e possono partecipare fino a 5 giocatori dai 6 anni in su. L’uscita dell’edizione italiana è prevista verso la fine del 2016… siete pronti a perdervi nel labirinto più meraviglioso che sia mai “esistito”?

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.