Home Arte e Mostre Il Mondo Fluttuante di Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Una mostra imperdibile

Il Mondo Fluttuante di Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Una mostra imperdibile

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Al via la mostra che stavamo aspettando da una stagione, abbiamo “seguito l’onda” e finalmente oggi ci ha portati a Palazzo Reale a Milano per scoprire i tre artisti per eccellenza dell’ukiyoe: Hokusai, Hiroshige, Utamaro.
Emozionarsi a ogni passo; quest’esposizione, prodotta da prodotta da MondoMostre Skira in collaborazione con Comune di Milano e Palazzo Reale, è sviluppata in modo da regalare a chi la osserva una duplice esperienza, da un lato provare la stessa meraviglia che provarono, davanti alla freschezza e semplicità di forme e colori, artisti come Monet, Van Gogh, Degas, Toulouse-Lautrec e che contribuì a cambiare e rivoluzionare il linguaggio pittorico della Parigi di fine Ottocento; dall’altro conoscere le peculiarità, la storia, le tecniche, l’abilità e l’eccentricità dei singoli maestri. Anche oggi moltissimi artisti si ispirano a questi piccoli capolavori, un esempio plateale lo si ritrova nei cartoni animati di Hayao Miyazaki, le ambientazioni, i colori, i paesaggi e addirittura le figure riportano direttamente alle immagini di Hokusai.


Sono 200 le silografie policrome e libri illustrati esposti, provenienti dalla collezione del Honolulu Museum of Art; scorci di ponti, cascate, quartieri di Edo, di Kyoto e delle province più lontane, insieme ai volti, all’eleganza dei kimono e alla sensualità delle donne più belle dell’epoca, raccontano una società e accompagnano l’osservatore nei luoghi e nelle località frequentati dai tre maestri; testimoniano come l’uomo sia sempre parte attiva e integrata nella natura, anche quando i soggetti rimandano alla tradizione letteraria, poetica e teatrale.
Questa esposizione vuole però anche raccontare un pezzo di storia e fare un’analisi sul mercato dell’immagine dell’epoca, che richiedeva di trattare soggetti specifici, luoghi e volti ben noti al pubblico, ovviamente questo creava delle rivalità, non solo tra gli artisti, ma soprattutto tra gli editori, creando un problema di sovrabbondanza del mercato e di opere.
La curatrice della mostra, Rossella Menegazzo, ha deciso di esporre solo silografie perché è stato quello il momento della rivoluzione tecnica ed estetica dell’epoca Edo, permettendo una divulgazione capillare dell’immagine grazie alla riproducibilità in decine fino a centinaia di copie, in questo modo è avvenuta la diffusione di determinati canoni estetici, culturali e geografici che hanno permesso al Giappone di coinvolgere tutta la nazione, soprattutto strati di popolazione che non potevano permettersi rotoli e pannelli grandi, ma che erano comunque interessata a stampe e immagini di piccola dimensione per abbellire case comuni. Le stampe venivano attaccate direttamente alle pareti o addirittura ai paraventi.
Un dettagli davvero curioso è l’arrivo delle stampe ukiyoe in Europa, esattamente come carta straccia e appallottolata per imballare delle ceramiche mandate da Tokio a Parigi, quindi la scoperta di quest’arte arriva in maniera davvero casuale.


Il percorso espositivo, suddiviso in 5 sezioni, mette in evidenza come fossero ricorrenti gli stessi soggetti e come gli editori fossero obbligati a inventare espedienti, quali formati e inquadrature diverse, suddivisi in: Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige; Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai; Rivali di “natura”: Hokusai e Hiroshige; Utamaro: bellezza e sensualità; I Manga: Hokusai insegna… Nonostante questa richiesta di mercato, i tre artisti sono stati in grado di distinguessi in maniera magistrale con una serie tematica specifica fino a renderle un best seller.
Allestita in occasione dei 150 anni dal primo Trattato d’amicizia e di commercio tra il Regno d’Italia e l’Impero del Giappone, la mostra ripercorre la fortuna di dipinti, serigrafie e illustrazioni di Hokusai, Hiroshige e Utamaro, che più di altri seppero convogliare nelle proprie opere l’essenza di una cultura millenaria.
INFO:
Hokusai, Hiroshige, Utamaro
dal 22 settembre 2016 al 29 gennaio 2017

Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 12 Milano (MM 1 rossa fermata Duomo)

Tel. 02 8846 5230

www.hokusaimilano.it

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Alessandra Chiaradia

È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l’occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio.
In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce…