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Con il volume “Hokusai, Hiroshige, Utamaro” sarà come portarsi a casa la mostra

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Se avete in programma di andare a visitare la mostra Hokusai, Hiroshige, Utamaro (qui trovate il link dell’articolo completo) a Palazzo Reale di Milano dal 22 settembre 2016 al 29 gennaio 2017, vi consiglio, una volta terminato il giro, di non perdere l’occasione di portarvi a casa un oggetto davvero meraviglioso, il volume “Hokusai, Hiroshige, Utamaro” pubblicato da Skira Editore.
Questo libro raccoglie al suo interno una selezione straordinaria di opere ukiyoe, tra le stampe più rilevanti dei tre autori: paesaggi e scorci naturalistici, ambientazioni cittadine, eleganti e sensuali figure umane.

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Le 200 silografie all’interno del percorso espositivo sono tutte di piccola dimensione come voleva il mercato dell’arte e come ha scelto la curatrice Rossella Menegazzo, proprio per questo motivo il volume “Hokusai, Hiroshige, Utamaro” diventa un pezzo unico e irrinunciabile: composto da 325 pagine, praticamente tutte illustrate con le riproduzioni delle stampe a grandezza naturale, corredate di schede delle opere e una nota sulla tecnica e tradizione della silografia policroma in epoca Edo e dalle biografie degli artisti, quindi acquistando il volume sarà come portarsi a casa l’intera mostra.

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Se per caso non riuscite ad andare a Milano per vedere l’esposizione (anche se vi consiglio di trovare un momento perché è davvero meravigliosa) ma nonostante questo volete assaporare tutto lo spirito della mostra e possederne un pezzetto, potete acquistare il volume “Hokusai, Hiroshige, Utamaro” tramite il sito ufficiale di Skira www.skira.net

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.