Home Shopping The library of fragrance: dolci da indossare

The library of fragrance: dolci da indossare

CONDIVIDI SU

the-library-of-fragrance_fortementein_cover

L’olfatto si sa, è il più antico e potente dei cinque sensi, il più enigmatico capace di influire sul nostro inconscio più profondamente. Emozioni, ricordi ed eccitazione passano da lui e The Library of Fragrance, prima “biblioteca” delle fragranze, made in USA, lo sa bene. Con le sue oltre 300 essenze, che si ispirano ad oggetti ed esperienze della vita di tutti i giorni, riesce infatti a dare un punto di vista unico sul mondo olfattivo. E cosa c’è di meglio di una peccato di gola per raddolcire il nostro umore e le nostre giornate?
Per non influire sulla linea, The Library of Fragrance ha creato una serie di “peccati di gola” da indossare sulla pelle. Fragranze uniche, note singole in grado di trasportare ognuno di noi nel proprio vizioso mondo della pasticceria, del gusto, dello sfizio, della “dolce trasgressione” culinaria che porta sempre divertimento, gioia e sorriso.
Torte, biscotti, sciroppi, cioccolato, una coccola per sé ed un richiamo per gli altri, quasi a voler essere “assaggiati” perché così dolcemente attraenti. Indossare una glassa alla vaniglia fresca, calda e morbida su un soffice pan di spagna alla vaniglia oppure inebriarsi del sentore profondo, ricco ed esotico del cioccolato fondente è possibile e senza sentirsi in colpa!
Dai cookies al cioccolato alla meringata al limone passando per il cioccolato fondente e lo sciroppo d’acero senza tralasciare le ciliegie ricoperte di cioccolato e il cupcake, le essenze The Library of Fragrance sono tutte acque di colonia in formato 30ml composte da 100% ingredienti naturali.
Insomma, tutti i profumi più golosi, ma senza le calorie!

CONDIVIDI SU
Cristina Canci

Insegnante di Lettere in puro stile Rottermeier, ma con un cuore nerd prestato al giornalismo, ha fatto del suo rapporto con la penna una questione ontologica. L’Arte, i libri e la cultura in tutte le sue forme sono la sua passione più sfrenata, dopo la cucina, perché, novella Artusi in gonnella, anche l’occhio vuole la sua parte (infatti lei è miope)