Home Arte e Mostre In gita: 10 cose da vedere a Lecco

In gita: 10 cose da vedere a Lecco

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Verde, ville, pietre medievali. Quel ramo del Lago di Como dove la montagna è sacra e il lago via di fuga non solo mentale. Dai luoghi di Alessandro Manzoni al museo multimediale dedicato a vette e uomini che hanno fatto la storia, le 10 cose da vedere a Lecco.

1_ Campanile di San Nicolò
La prima tappa appena sbarcati in città è il Campanile di San Nicolò. Tra i più alti d’Europa, seconda torre campanaria più alta d’Italia conta 380 gradini per 96 metri d’altezza.
Dalle fondamenta intrise di storia del vecchio torrione fino alla balconata che si trova sopra la cella campanaria una spettacolare vista a 360 gradi sulla città, il lago e le montagne circostanti… come non li avete mai visti.
La salita è a offerta libera e il ricavato delle visite sarà devoluto di volta in volta a un progetto specifico. Obbligatoria la prenotazione, da effettuarsi compilando il modulo sul sito internet www.campaniledilecco.it.
Via San Nicolò 1

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2_La “Lucia”
È l’antica barca in legno del lago, romanticamente ribattezzata Lucia, in omaggio ai Promessi Sposi.
Rione Pescarenico

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3_Villa Manzoni
Dipinti, manoscritti e prime edizioni di Alessandro Manzoni, nella storica villa di famiglia, dove Alessandro Manzoni trascorse quasi tutta l’infanzia e l’adolescenza.
Ora Museo aperto dal martedì al venerdì dalle 9:30 alle 18:00; il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 18:00. € 6,00 il biglietto intero e € 4,00 il ridotto.
Via Don Guanella 1, www.museilecco.org

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4_Pescarenico
Passeggiare (con Manzoni) nel borgo di pescatori, tra il fiume Adda e la quinta dei monti lecchesi. È l’unico luogo lecchese citato esplicitamente nei promessi Sposi.
Nel ‘600 era il villaggio abitato dalle famiglie che detenevano il diritto di esercitare la pesca nel tratto dell’Adda tra i due laghi di Lecco e Garlate, ricchissimo di pesci.
Piazza Era è la piazza principale del quartiere, punto di approdo delle barche dei pescatori e a luglio si colora con la regata dei “batei”.

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5_Torre Viscontea
Uno dei simboli di Lecco. Ora Museo della Montagna la Torre Viscontea è l’unica parte delle fortificazioni di origine viscontea sopravvissuta integra agli abbattimenti decretati alla fine del secolo XVIII. Al piano terreno sono ancora visibili gli alloggi del corpo di guardia e alcune palle di cannone in pietra. Il primo piano è adibito a spazio per le mostre temporanee dei Musei civici di Lecco, mentre il secondo e il terzo ospitano il Museo della montagna e dell’alpinismo lecchese. L’Ingresso è gratuito.
Piazza XX Settembre 2

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6_Palazzo delle Paure
Una casa per l’arte contemporanea ma anche per l’Osservatorio Alpinistico Lecchese, tecnologico e interattivo è un palazzo che sorge nel centro storico di Lecco e si affaccia sulla passeggiata del Lungolario. Deve il suo appellativo in quanto sede dell’Intendenza di Finanza ai primi del 900.
Palazzo delle Paure ospita al primo piano le esposizioni temporanee, mentre al secondo si trova la collezione permanente d’Arte Contemporanea del Si.M.U.L con le opere dei più importanti artisti locali (Vitali, Secomandi, Stefanoni, Chiappori, Gasparini), altre donate al museo da alcuni tra i maggiori artisti italiani contemporanei e la Sezione di Grafica e Fotografia.
Piazza XX Settembre 22

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7_Teatro della Società
Dal 1844, pièce e concerti nel tempio neoclassico ispirato al Teatro alla Scala di Milano.
Il Teatro della Società è il più antico e importante dei teatri di Lecco in Lombardia.
Piazza Garibaldi 10, +39 0341 271870

 

8_Palazzo Belgiojoso
Il complesso architettonico dovrebbe risalire all’inizio del XVIII secolo, nel 1927 Palazzo Belgiojoso divenne sede dei Musei Civici di Lecco. Oggi è sede del Museo di Storia Naturale, del Museo Archeologico e del Civico Planetario, inaugurato nel 2004. Al piano terreno sono aperte al pubblico anche le prime sale del nuovo Museo Storico, la cui realizzazione verrà completata nei prossimi anni. Nelle sue sale anche un fossile di “Lariosauro”.
C.so Matteotti 32, +39 0341 481248

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9_Ponte Azzone Visconti
Uno storico avamposto sull’Adda, un ponte a 11 arcate del XIV secolo: il simbolo della città. Costruito tra il 1336 e il 1338, il ponte si trova, come scrive il Manzoni, nel punto “in cui il lago cessa e l’Adda ricomincia” e svolgeva funzione militare, di collegamento tra Lecco, la Valsassina e il Ducato di Milano, e di controllo delle vie di comunicazione.
Via Azzone Visconti

 

Non bisogna dimenticare l’’Isola Viscontea, un gioiello che si trova subito dopo il ponte Azzone Visconti La storia dell’isola Viscontea, sebbene incerta, è legata a quella del ponte vicino. Si pensa che l’isola si sia formata col materiale di riporto durante i lavori di allargamento dell’argine dell’Adda per facilitarne il flusso, su pressioni di Como, che lamentava continue esondazioni, a seguito della costruzione del Ponte. Si può quindi far risalire la sua origine al XV secolo. Originariamente aveva funzione militare rappresentando un fortino di difesa. Sullo spigolo meridionale vi è un edificio, che è stata abitazione privata fino agli anni ’60, mentre il resto del suo territorio è un giardino alberato.

 

10_Villa Gomes
Nel verde di Maggianico, sorge Villa Gomes, villa ottocentesca progettata dall’architetto Attilio Bolla e amata dagli scapigliati milanesi, ora Civica Scuola Musicale. La villa fu la residenza del compositore e musicista brasiliano Carlos Gomes. Il Parco di Villa Gomes è il parco pubblico più grande e bello della città di Lecco, che affascina per le sue grandi distese di prati punteggiati da alberi appartenenti a più di 40 specie diverse.

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A pochi metri di distanza da Villa Gomes sorge, inoltre, Villa Ponchielli, edificata anch’essa su progetto dello stesso architetto Attilio Bolla, per volere del musicista Amilcare Ponchielli, contemporaneo al Gomes e anch’egli facente parte del movimento della scapigliatura.

Naturalmente come dimenticare il monumento a Alessandro Manzoni. Inaugurato l’11 ottobre 1891, fortemente voluto da Antonio Stoppani e realizzato dallo scultore Francesco Confalonieri. Una statua in bronzo, che ritrae Alessandro Manzoni seduto, svetta sull’omonima piazza sopra un basamento di marmo di Baveno, che racchiude 4 altorilievi, tre dei quali raffiguranti delle scene emblematiche del romanzo, ovvero: il rapimento di Lucia, Renzo al Lazzaretto e il matrimonio dei due promessi sposi, situato in posizione frontale tra i piedi dello scrittore e il suo nome, speculare all’epigrafe sul retro, che recita: “I CITTADINI DI LECCO NEL VOLERE E NELL’OPERA CON TUTTA ITALIA CONCORDI QUI DOVE VISSE E SI ISPIRÓ L’AUTORE DEI PROMESSI SPOSI ERESSERO NEL MDCCCLXXXXI”

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Cristina Canci
Insegnante di Lettere in puro stile Rottermeier, ma con un cuore nerd prestato al giornalismo, ha fatto del suo rapporto con la penna una questione ontologica. L'Arte, i libri e la cultura in tutte le sue forme sono la sua passione più sfrenata, dopo la cucina, perché, novella Artusi in gonnella, anche l'occhio vuole la sua parte (infatti lei è miope)