Home Arte e Mostre La Domus Aurea: la realtà virtuale ai tempi di Nerone

La Domus Aurea: la realtà virtuale ai tempi di Nerone

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Chi, visitando i capolavori archeologici dell’antica Roma come i Fori o il Colosseo, non si è mai detto “Wow! com mi piacerebbe poter toccare con mano e rivivere questo luogo nel suo massimo splendore”?

Bene, da oggi si può. Grazie alle più moderne tecnologie è possibile, infatti, letteralmente immergersi in questi luoghi pregni di storia. Per esempio a Roma, è possibile visitare la Domus Aurea come neppure Nerone l’aveva mai vista.

Sarà possibile visitare alcuni ambienti, soprattutto la Sala dalla volta dorata, immergendosi in un ambiente riportato ai tempi di Nerone e grazie alla realtà virtuale, le ninfe e le divinità dell’Olimpo che decorano la volta della sala a dodici metri di altezza saranno visibili nei dettagli.

L’effetto è quello di un salto nel tempo a 360 gradi che riporta il visitatore nella sala com’era ai tempi di Nerone e, con uno straordinario effetto emozionale, squarcia il muro di terra che chiude l’accesso all’ambiente, inondandolo di luce e riportando davanti agli occhi del visitatore, il colonnato e il grande giardino affacciato sulla Roma del I secolo dopo Cristo.

Venticinque postazioni hi-tech dotate di avanzatissimi visori stereoscopici, accompagnate da un video racconto all’ingresso del monumento, saranno disponibili al pubblico a partire dal 4 febbraio ogni sabato e domenica su prenotazione a gruppi di 25 persone per volta. Insomma, un percorso multimediale che rivoluzionerà la percezione del monumento ma anche uno spettacolo mozzafiato che fa ‘rivivere’ marmi, affreschi, stucchi e dorature seppellite da Traiano con la sua damnatio memoriae neroniana.

www.beniculturali.it/
http://archeoroma.beniculturali.it/

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Cristina Canci

Insegnante di Lettere in puro stile Rottermeier, ma con un cuore nerd prestato al giornalismo, ha fatto del suo rapporto con la penna una questione ontologica. L’Arte, i libri e la cultura in tutte le sue forme sono la sua passione più sfrenata, dopo la cucina, perché, novella Artusi in gonnella, anche l’occhio vuole la sua parte (infatti lei è miope)