Home Arte e Mostre Nippomania: tutte le opere dei maestri giapponesi in free download

Nippomania: tutte le opere dei maestri giapponesi in free download

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Forse è solo dopo averli conosciuti di persona, per esempio a Palazzo Reale, non molto tempo fa a Milano, che si può comprendere meglio come mai i volti e i luoghi del Giappone abbiano conquistato a tal punto gli appassionati d’arte dell’intero Occidente.

Proprio per la gioia di questi, le opere di Hokusai, Hiroshige e Utamaro, i tre artisti per eccellenza dell’ukiyoe, saranno completamente visionabili e scaricabili gratuitamente dal catalogo online della Library of Congress.
Sono 2500, per l’esattezza, le opere d’arte nipponica che dal 1600 al 1915 hanno fatto sì che quella giapponese diventasse una tra le forme artistiche più apprezzate al mondo caratterizzata da un segno particolare: la xilografia.

 

Nè la conoscenza né la disponibilità delle opere oggi sarebbero pressoché immaginabili senza il prezioso apporto di Calbraith Perry che, tra il 1852 e il 1854, guidò una spedizione in Giappone che si rivelò fatale in vista del collegamento tra mondo orientale e occidentale dopo secoli di isolamento per il Paese. È solo merito dell’ammiraglio statunitense che oggi possiamo ammirare le opere della cultura giapponese in termini di comode visualizzazioni da casa e conseguenti free downloads.

In realtà si tratta di un progetto appartenente a una operazione che supererà di certo ogni confine relativo agli accessi alle risorse perché La Biblioteca del Congresso statunitense, la più grande del mondo, molto presto renderà disponibile il suo intero archivio attraverso la funzione del free download.
Si tratta di uno dei più vasti patrimoni culturali disponibili, se non il più grande archivio della storia, mai prima d’ora online. Vanta 25 milioni di documenti, libri, mappe, dischi e immagini, ora fruibile a tutti i ricercatori del web mondiale, senza alcuna eccezione, nemmeno per le epoche in cui la stampa aveva da appena iniziato il suo viaggio. Infatti uno dei tesori di cui la Biblioteca può vantare è proprio un esemplare della Bibbia di Gutenberg, il primo libro a caratteri mobili della storia.