Tamagotchi mania, si può davvero definire così quella che spopolò 20 anni fa, esattamente nel 1997, in Italia e in tutto il mondo. Nonostante siano passati così tanti anni dall’arrivo del Tamagotchi io me lo ricordo come se fosse ieri, quando, in classe tutti avevano un piccolo animaletto virtuale in tasca e ogni tanto, furtivamente, durante le lezioni, gli davamo una sbirciata per controllare se stesse bene.


Per chi non lo conoscesse, ma ne dubito, il Tamagotchi era un piccolo strumento elettronico a forma di uovo (tamago in giapponese significa uovo) dotato di un micro-schermo su cui appariva una creaturina dalla grafica spartana di cui prendersi cura.

A celebrare i 20 anni del piccolo ovetto digitale, l’azienda giapponese produttrice, la Bandai, ha deciso di mettere in commercio una riedizione della prima versione del gioco, quella con le sei bestiole, unica differenza, la dimensione molto ridotta dell’hardware, grande circa la metà dell’originale del ’96. Dal 5 novembre sarà possibile acquistarlo su Amazon alla modica cifra di 15 dollari, la confezione sarà la stessa del ’97 con  il logo dell’anniversario.

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...