Finalmente la mostra che aspettavamo da più di un anno, “Frida Kahlo. Oltre il mito”, ha aperto le sue porte al MUDEC di Milano e come un uragano ci ha investiti facendoci pericolosamente vorticare fino a farci perdere completamente attraverso le forme, i colori e la passione della grande artista messicana.

Ci si aspettava qualche cosa di grande, dopo un progetto durato sei anni tra studi e ricerche, ma quello a cui ci siamo trovati davanti ieri è stato ancora più mastodontico, una mostra che rappresenta Frida da dentro e da fuori e che lascia lo spettatore  completamente sbigottito, a tratti trasognante e a tratti sofferente.

 

In mostra oltre trecento opere, molte inedite, per provare a delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode. La figura travagliata di Frida la si conosce benissimo soprattutto per il dolore della sua vita e spesso molte mostre ne hanno fatto un punto di forza per promuovere il loro progetto, in questo caso quello che si viene a scoprire è il punto di vista di Frida, quindi non solo suo desiderio frustrato di essere madre, la lotta contro la malattia o il rapporto tormentato con Diego Rivera, ma soprattutto l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza. Queste tematiche permetteranno ai visitatori di percepire la coerenza profonda che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nell’opera di Frida Kahlo.

 

Gli stessi temi si riflettono nel progetto d’allestimento della mostra, curata da Diego Sileo, che si sviluppa, secondo un criterio analitico delle opere, attraverso quattro macro sezioni: Donna, Frida Kahlo è stata la prima artista donna a fare del proprio corpo un manifesto, in molte opere si focalizza sulla condizione della donna e sul corpo dell’artista stessa, che diventa indizio, segno e gesto attraverso il quale confrontarsi. Si delinea un suo caratteristico “linguaggio del corpo” attraverso una serie di lavori rivolti al pubblico in cui cerca di toccare la profondità dell’essere umano attraverso dispositivi di sofferenza e di privazione.

Autore: Frida Kahlo, Titolo: Autoritratto con scimmia Anno: 1938 Tecnica: olio su masonite Dim: cm 40.64 x 30.48 cm Prestatore: Collection Albright-Knox Art Gallery; Bequest of A. Conger Goodyear, 1966 (1966:9.10) Crediti: © Photo Tom Loonan © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2018

Terra, Frida Kahlo si è sempre identificata con la sua Terra e nella sua opera ha gradualmente sviluppato un interesse nuovo per gli elementi della natura. L’artista non sembra erigere alcuna barriera né personale né culturale tra sé e la Madre Terra, né interporre alcun confine interiore o sociale: essa è allo stesso tempo mito e concretezza, immagine archetipica e fonte di sussistenza materiale di tutti gli Esseri.

Autore: Kahlo Frida Titolo: L’amoroso abbraccio dell’Universo, la Terra (Messico), Diego, io e il Signor Xólotl Anno: 1949 Tecnica: Olio su masonite Dim SC: 70 x 60.5 cms Dim CC: 79 x 69 x 6.5 Prestatore: The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation. Crediti: © Gerardo Suter © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018

Politica, l’intero corpo dell’opera di Frida Kahlo è di una natura irriducibilmente politica. Le immagini si fanno veicolo della resistenza sociale e dell’opposizione, senza, tuttavia, mai ricorrere alla mera retorica dell’ideologia. Il corpo di Frida Kahlo è usato come manifesto della protesta e dell’opposizione, conteso tra giustizia ed ingiustizia, bene e male, forza e fragilità, libertà individuale e controllo sociale. L’arte di Frida Kahlo non può essere separata da una matrice storica e culturale specifica e da una forte visceralità, a sua volta condizionata da tematiche specifiche di classe ed etnia, che contestualizzano la ricerca e l’attività pratica dell’artista nel suo presente, in una sfera particolare dal punto di vista culturale, socio-politico e geografico.

E infine il Dolore, l’arte di Frida è marcata da una qualità pittorica potente ed espressiva e da una violenza dell’immagine che inevitabilmente sfocia in una vera iconografia del dolore, situazioni non piacevoli e segnali d’allarme di un profondo malessere esistenziale.

Autore: Kahlo Frida Titolo: Henry Ford Hospital Anno: 1932 Tecnica: olio su metallo Dim SC: 31 x 38.5 Dim CC: 55,5×63,5×8,2 cm Prestatore: Museo Dolores Olmedo Crediti: © Foto Erik Meza / Xavier Otaola – © Archivo Museo Dolores Olmedo © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018

Attraverso questa importante esposizione si libera l’opera di Frida dai limiti castranti della biografia e dalle nebbie del mito, restituendole il ruolo che merita all’interno della storia dell’arte. Lo stesso Picasso, al cospetto del marito Diego, dichiarò: “Né tu né io sappiamo dipingere una testa come Frida Kahlo”.

Inoltre a corredo della mostra ci saranno tantissime attività, sia per gli adulti che per i bambini, per tutte le informazioni andate sul sito di MUDEC.

 

Frida Kahlo. Oltre il mito”

MUDEC- Museo delle Culture di Milano – Via Tortona, 56 – Milano

1° febbraio – 3 giugno 2018

Orari: Lun: 14.30/19.30 (Lunedì mattina aperto dalle 10.00 alle 14.30 SOLO per gruppi e scuole su prenotazione con ingresso ogni 15 minuti); Mar, Mer, Ven, Dom: 9.30/19.30; Gio, Sab: 9.30/22.30

Ingressi: intero € 13 – ridotto € 11
Infoline: 0254917
Catalogo: 24ORE Cultura
www.mudec.it