Debutta in forma di studio, il 26 maggio al Teatro Trastevere di Roma, nell’ambito del Festival Inventaria sezione Spettacoli, “Dov’è la vittoria”, il lavoro della Compagnia 0-24.

In letteratura o a teatro, nel cinema come nel fumetto, i cattivi emanano un fascino singolare, ci spingono a porci domande sui limiti dell’umano. Chi può resistere alla sete di rivalsa di Riccardo III, come si fa a non empatizzare con il senso di emarginazione dei mutanti combattuti dagli X-MEN, da Magneto a Mystica? Ma se il nostro villain fosse una donna che tenta la sua scalata politica in un partito di estrema destra, in un paese della civilissima Europa che a furia di xenofobia, rigurgiti populisti e riemersione di fascismi endemici inestirpati, sta diventando sempre più nera? Se questa cattiva da fumetto uscisse dalla pagina con il fucile puntato contro di noi?

Un trio di attori, Martina, Massimo e Tullio, in una faticosa giornata di prove. I tre, forse ispirati dalla situazione politica attuale, sono nel pieno di un processo creativo in cui credono molto ma che probabilmente non verrà prodotto da nessuno. Stanno costruendo un personaggio controverso, a tratti grottesco, in parte imprendibile: Vittoria Benincasa, leader di un partito di estrema destra candidata alla presidenza nelle imminenti elezioni. Il modello è forse un personaggio reale, che non nominano mai. Vittoria sta per affrontare il più arduo volo acrobatico della campagna elettorale: è stata invitata a fare un comizio in uno dei più agguerriti centri sociali di sinistra della capitale. Alla ricerca della verità, forse dell’umanità di Vittoria, i tre attori colgono l’occasione per ricapitolare il suo passato, ripercorrendo le tappe decisive della sua formazione e della sua carriera.

Il testo è fortemente satirico e provocatorio e il lavoro della regia non vuole nemmeno per un attimo dimenticare questa prerogativa. Se nella commedia attica, nelle pause tra un scena e l’altra, l’attore si toglieva la maschera per inaugurare il momento della parabasi (intermezzo in cui gli attori esprimono le idee artistiche e politiche in nome del poeta), la scelta del gruppo è quella di dilatare e sviluppare questa pratica, pur non coinvolgendo direttamente il pubblico.

Un importante riferimento visivo è il mondo dei fumetti Marvel e DC, con le sue tavole aggressive e piene di colori forti. Anche il ritmo della narrazione, procedendo per quadri, rientra in un disegno che prende molto dal mondo del fumetto e dei suoi eroi.

Il testo arriva finalista al Premio Anna Marchesini 2018. Successivamente il lavoro si sposta a Napoli, con gli attori neo-diplomati dell’Accademia del Teatro Stabile della città. Una prima presentazione di 7 minuti ha luogo presso il Teatro Studio Uno a Tor Pignattara, Roma. Ad aprile 2019 il testo vince il Premio L’Artigogolo come drammaturgia esordiente e lo spettacolo, con la regia di Giuseppe Maria Martino, arriva finalista al concorso Nuove Sensibilità 2.0 (Teatro Pubblico Campano) nell’ambito del quale vince la Menzione per miglior attrice (Martina Carpino).

Dov’è la vittoria
di Agnese Ferro, Giuseppe Maria Martino e Dario Postiglione, regia Giuseppe Maria Martino, con Martina Carpino, Enzo Esposito e Luigi Bignone, scene e luci Carmine De Mizio

Domenica 26 maggio (ore 21:00) Festival Inventaria – Ingresso riservato ai soci
Teatro Trastevere | via Jacopa de Settesoli 3 – Roma
Biglietto: intero 12 euro | ridotto 9 euro | abbonamento 22 euro (tre serate a scelta)
Info e prenotazioni: DoveComeQuando | [email protected] | 3201185789 | 3347529917
Teatro Trastevere | [email protected]  | 06 5814004