Nel concorso Orizzonti della 75a Mostra del Cinema di Venezia c’è Nevia di Nunzia De Stefano che porta un po’ di Napoli a Venezia dopo 5 è il numero perfetto di Igort, Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone e Martin Eden di Pietro Marcello.
In tutti questi casi non si parla certamente di una Napoli da cartolina né della Napoli bella da vedere e da vivere. Nevia in questo discorso cinematografico, che vede Napoli protagonista della Mostra, non è da meno.
La Napoli mostrata in questo film è una Napoli di periferia, una città dimenticata da tutto e da tutti in cui si vive di espedienti, di mercato nero e di prostituzione per tirare avanti.

Nevia (Virginia Apicella) è una quasi diciottenne che vive con la nonna e la sorella, il padre di quest’ultima è in carcere e mentre la nonna interpretata da Pietra Montecorvino, cerca con mezzi illegali di tirare avanti, la giovane ragazza si guadagna da vivere onestamente e segue la sorella minore incitandola a studiare. Nevia sogna di salvarsi, di andare via dalla condizione miserabile in cui si trova. Il figlio del boss di quartiere (Gianfranco Gallo), della baraccopoli in cui vive la insidia e vorrebbe farne la sua fidanzata. La ragazza è continuamente minacciata da situazioni che potrebbero rovinarle per sempre la vita e la sensazione che si ha è proprio quella che i personaggi si trovino sul filo del rasoio, sempre in bilico tra salvezza e perdizione.

Alcuni degli infimi individui che circondano la realtà della ragazza sono già perduti e sembrano vivere di buon grado la vita che fanno ma lei, come una novella cenerentola sogna una vita migliore.
L’occasione sembra giungere quando in città arriva il circo Orfei e Nevia chiede ai proprietari di lavorare per loro anche svolgendo le mansioni più faticose. Il magico mondo del circo sembra essere l’habitat ideale per Nevia e sua sorella che tenteranno di salvarsi dall’intollerabile miseria che sono costrette a vivere.

Il film è come una favola dolce-amara che cerca di dare speranza pur raccontando una realtà crudele e purtroppo ancora radicata nelle periferie di Napoli ma non solo. Nonostante l’evoluzione dei tempi, nonostante il vacuo benessere che ci viene continuamente venduto facendoci credere di essere liberi, Nevia racconta come molti altri film dello stesso tipo, il mondo reale. In questo mondo sono ancora presenti cose come la schiavitù, la povertà, la miseria, le carenze di ogni tipo dal cibo alla pulizia delle strade. C’è tutto un mondo ai margini delle città italiane dove il borghese medio vive ignorando e dimenticando mentre persone come Nevia tentano di salvarsi e altre purtroppo sono logorate dall’avidità e dall’ignoranza.

Il circo in questo film è come un deus ex machina che interviene nel destino della ragazza e proprio per questo rende la storia una favola. Non c’è traccia nel film di polizia o istituzioni che intervengono marginalmente a un certo punto per catturare qualcuno ma non le si vede mai regolamentare l’ordine del quartiere.
Nel film vengono inseriti alcuni spunti narrativi che tuttavia non vengono spiegati ma sono semplicemente delle incursioni che però non portano avanti la storia.
A prescindere però da questi particolari il film scorre regalandoci il finale che speriamo fin dal primo momento.

Il cast funziona molto bene dal primo all’ultimo personaggio e la giovane Virginia Apicella promette con il suo talento di fare ancora parlare di sé.