Continuano a Milano le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. In questi giorni si è parlato tanto, anche qui su Fortementein, della Madonna Litta, tornata temporaneamente a casa dalla Russia… mentre al Teatro Martinitt è di casa già da un po’ un busto in bronzo del poliedrico genio, realizzato con maestria dall’artista Wagner Alexander Kossuth. Fa bella mostra di sé nel rinnovato foyer e con sguardo di approvazione pare dare il benvenuto a chi si avventura in sala, nella consapevolezza che sul palcoscenico andrà in scena solo comicità geniale.

Il Martinitt non dimentica che, tra le tante lampadine che accendevano la mente fervida e lungimirante di Da Vinci, c’era anche il teatro… Tra le attività meno note, ma non meno degne di nota, di quest’uomo prodigio c’era infatti anche quella di scenografo (oltre che costumista, regista e scenotecnico).

Precursore dei tempi, Leonardo progettò, tra le altre, una complessa macchina scenografica mobile, per portare in scena L‘Orfeo di Poliziano. Uno straordinario marchingegno rinascimentale, fatto di tiranti e saliscendi a collegare il sottopalco e il proscenio. Un sofisticato teatro mobile -con tanto di montagna che si apre sugli inferi- che anticipava l’uso degli effetti speciali e che qualche anno fa è stato fedelmente ricostruito, su disegni del genio toscano.