Ph. Gianmarco Vetrano

Sabato 22 febbraio la compagnia Carullo-Minasi ha portato in scena, in data unica, al Nuovo Teatro Sanità, Delirio bizzarro di e con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi. Lo spettacolo è vincitore di Forever Young 2015-2016, progetto residenziale di sostegno alle giovani compagnie teatrali italiane che esplorano i nuovi linguaggi della scena contemporanea, ideato e promosso dalla Corte Ospitale e sostenuto dal Ministero dei Beni e le attività culturali e dalla Regione Emilia Romagna.

In un centro di salute mentale si incontrano Mimmino e Sofia, due personaggi nè pazzi nè sani, due solitudini dell’uomo contemporaneo nella logica d’un mondo che continua a categorizzare l’identità alienata. Un centro di salute mentale e due personaggi: l’uomo, in condizione di “pazzo per attribuzione”, trascorre la propria vita a interrogare le stelle, discorde con il tempo presente; la donna perfettamente integrata, ossessionata dalla carriera, ma che avverte un’insania incipiente. Né pazzi né sani, Mimmino e Sofia in un dialogo serrato – braccio di ferro tra due esperienze di vita completamente opposte – si scopriranno simili, umani, sorridenti, autoironici, sebbene parti inconsapevoli di un sofisticato meccanismo congegnato per rendere l’uomo prigioniero di sé stesso. Si incontrano in una terra di frontiera, il centro diurno di salute mentale “il Castello”, in cui il confine tra coloro che stanno dentro e coloro che stanno fuori sfuma in un indistinto resistere tra protocolli da rispettare e vite da normalizzare.
Lo spettacolo è prodotto da Carullo-Minasi e La Corte Ospitale, si avvale delle scenografie e dei costumi di Cinzia Muscolino, e del disegno luci di Roberto Bonaventura.

Ph. Gianmarco Vetrano

L’eterno interrogativo si ripete: coloro che sono bollati come matti sono davvero tali oppure i matti siamo noi che ci riteniamo liberi?
Il confine tra ciò che è mentalmente sano e ciò che non lo è  è labile e il mondo in cui viviamo è in un certo senso un mondo al contrario in cui ciò che dovrebbe essere normale, normale non è e viceversa. La messa in scena riflette proprio su tutte quelle piccole cose che non funzionano nella società odierna, come i servizi alle infrastrutture, centri di salute mentale compresi, trascurate se non addirittura dimenticate e abbandonate a loro stesse.
Ci si muove in un luogo senza tempo con Delirio bizzarro, un luogo in cui le due solitudini di Sofia e Mimmo si confrontano sulle cose semplici della vita, fino alla presa di coscienza di essere abbandonati a se stessi da un mondo, qui rappresentato dal dottore Allone che non si presenterà mai. Un mondo che ignora, che si volta dall’altra parte, un mondo in cui se soffri di una malattia, se hai un limite, se sei stanco, indifeso o arrabbiato sei costretto a gestirtela da solo perché là fuori nessuno ti ascolterà; gli ricorderesti le cose più brutte, gli sbatteresti in faccia troppa verità e chi vuole vederla davvero?
Così Sofia e Mimmo vivono in questo limbo in condizioni precarie che li porta lontano dalle normali condizioni umane. Mimmo ripete continuamente: domani mi ammazzo e Sofia, così dedita al lavoro rompe il meccanismo robotico in cui la vediamo immersa per confessare che da un po’ ha preso l’abitudine a dormire vestita.

Ph. Gianmarco Vetrano

Il testo è molto poetico, delicato e anche ironico ma è sostenuto esclusivamente dal lavoro degli attori, la scena potrebbe anche essere completamente vuota. Gli elementi di scena sono infatti piuttosto frivoli e sembrano un po’ casuali. Gli attori agiscono poco la scena, quasi tutto è fatto soprattutto dalla parola e dal gesto. Il testo è verboso e letterario, potrebbe funzionare anche come racconto, come una fiaba malinconica che vuole attirare la nostra attenzione sulla follia. Ma la domanda resta sempre la stessa: la follia di chi?

INFO:
Nuovo Teatro Sanità
Piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli

Prenotazioni: 3396666426
[email protected]