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Il modulo di autocertificazione non cambierà dal 4 maggio, sarà necessario compilarlo nello stesso identico modo di prima però con maggiore attenzione alla voce “congiunti”, appena il Governo stabilirà le regole certe del Dpcm del 26 aprile. Siamo quindi in trepidante attesa di capire con chiarezza come funzionerà questa fase 2, per ora aleggia nell’aria ancora molta confusione, quindi la compilazione sarà la medesima di prima, andranno riempiti gli spazi con i riferimenti esatti della persona e a seguire, se si deciderà di andare a far visita a “congiunti” si dovrà barrare la casella «situazione di necessità». Ma vediamo chi sono o chi è possibile considerare congiunto: parenti e affini, coniugi, conviventi, suoceri, nuore, generi, con cui il legame viene meno in caso di scioglimento del matrimonio, ma anche fidanzati e affetti purché «stabili» (qui nasce il forte dubbio) quello su cui si è sicuri è no amici, proseguendo si deve compilare la parte «a questo riguardo dichiara che..» il cittadino dovrà specificare che si tratta di una visita ad un congiunto in cui specificare il grado di parentela ma non l’identità dello stesso. Al momento c’è qualche incertezza su criterio che sarà stabilito per definirli tali, ma speriamo sia fugata a breve. Secondo quanto dichiarato da fonti del governo sarà attiva al più presto, possibilmente entro sabato, una pagina di risposte alle domande più comuni con indicazioni ufficiali.

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Questa nuova aggiunta ha portano non poche domande rispetto a chi sarà permesso visitare e soprattutto pone forti dubbi sul rischio che questo modulo abbia poca possibilità di controllo con l’ovvia conseguenza che la verifica da parte delle forze dell’ordine sia quasi impossibile. A questo punto non resta altro da fare che appellarsi al senso di responsabilità degli individui.

Per quanto riguarda il rientro nelle seconde case si potrà fare solo se si ha la residenza o il domicilio, altrimenti varranno le prime tre motivazioni dell’autocertificazione.