Lo scrittore Giovanni Tommasini torna ad emozionare conPagine d’amore per mio figlio”, edito da PERO’ – Progetti Editoriali Realizzati Onestamente e disponibile su Amazon, questo volume raccoglie sette storie di vita vissute con un’unica piattaforma di riferimento. L’Altro e la Realtà.

Il sogno appassionato di quindici bambini, una relazione di reciproco aiuto, una storia di quotidiana resilienza, l’ultima lettera alla mia prima fidanzata, le emozioni in parole, la perenne connessione e il futuro delle nuove generazioni, riflessioni in quarantena. Lettere d’amore per mio figlio, per proporre la possibilità di riprendere il cammino dimenticato in questi anni, ripercorrendo i passi per raggiungere la dimensione del NOI” – spiega l’autore.

Pagine d’amore per mio figlio” è una preziosa occasione per leggere tutte d’un fiato le opere di Giovanni Tommasini. Parliamo de “Sono Cesare…tutto bene. Una storia di reciproco aiuto”, una storia di reciproco aiuto in cui lo scrittore parla del suo rapporto con un bambino autistico che ha assistito per quindici anni, per sentire e capire cosa vuol dire vivere all’interno dello spettro autistico.

C’è poi “Una vita senza: Una storia di quotidiana resilienza”, per riscrivere la male-dizione familiare in cui si è cresciuti e identificati. Un diario, un dialogo per ricordare, portare alla consapevolezza e scegliere di vivere una vita senza.

Ne “L’ultima lettera alla mia prima fidanzata” ricorda invece Michela, il suo primo amore, che non c’è più ma vive nelle parole dell’affettività e della memoria emotiva. L’amore negli anni ’80 quando bastava il pulsante di un citofono per vivere pienamente le parole condivisione, amicizia, mi piace.

In “Emozioni e parole: La scrittura emotiva. Scrivere rende felici” l’autore condivide con il lettore il percorso che lo ha portato a scrivere le sue prime pagine d’amore. È il racconto della sua storia di “scrittore per caso”.

L’opera “Il sogno americano del Tomato Baseball Club: Piccoli inconsapevoli eroi del baseball” è invece composta da sedici racconti che restituiscono la trasformazione di uno sport in cultura, grazie alla passione di due mentori innamorati del loro sogno americano.

Si passa quindi “Papà mi connetti? La perenne connessione e il futuro delle nuove generazioni, che stanno nascendo, crescendo, vivendo, senza l’Altro”, in cui l’autore ricorda un mondo dimenticato troppo in fretta, travolto da uno tsunami digitale che ha ribaltato ogni relazione umana, svuotando dalle proprie caratteristiche relazionali, emoziotive e affettive le più comuni azioni umane.

C’è infine “Il virus siamo noi. Riflessioni in quarantena”, testo di estrema attualità incentrato sull’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, con le relative conseguenze sulla libertà personale.

Elisa Sirtori
Sportiva per passione ma con la determinazione di un professionista, ha deciso di dedicare anima e corpo a fare tutto quello che la rende felice. Lo sport è sicuramente il motore che la spinge a dare il massimo in tutto, la passione è il cuore pulsante per realizzare i suoi sogni. In procinto di laurearsi in scienze dell'educazione per l'infanzia ha da sempre mostrato al mondo la sua spiccata sindrome di Peter Pan, stare in mezzo ai bambini accentua il suo essere libera, la sua creativa e l’innata capacità di saper volare con la fantasia, impresa ardua per molti adulti e invidiata da altri. Diventa quindi passaggio semplice affacciarsi al mondo della scrittura dove, più che in altri ambiti, si è liberi di lasciar fluire i propri pensieri permettendo, anche agli ignari spettatori dei suoi articoli, di poter raggiungere e dare una sbirciata all’inarrivabile Isola che non c’è.