#UnaStatuaPerLeBambine vittime di violenza immagine di una statua in bronzo di una bambina di spalle con le mani sui fianchi

#UnaStatuaPerLeBambine vittime di violenza e di abusi, ogni minuto 23 bambine e adolescenti in tutto il mondo sono costrette a sposare uomini spesso molto più grandi di loro e a subirne le violenze. Ogni anno 3 milioni di bambine sono vittime di mutilazioni genitali, in Italia nel 2018 sono state più di 900 le bambine e ragazze vittime del reato di violenza sessuale. Diciamo basta a questo orrore e iniziamo facendo quello che possiamo come firmare una petizione.

Il mondo della cultura, dello spettacolo e della politica si è mobilitato a supporto della petizione #UnaStatuaPerLeBambine vittime di violenza lanciata da Terre des Hommes per chiedere al Sindaco di Milano Beppe Sala di dedicare una statua a tutte le bambine e ragazze vittime di abusi e violenze. A meno di un mese dal lancio dell’iniziativa sono tanti i personaggi pubblici che hanno sottoscritto l’appello, ribadendo il loro impegno nella lotta alla violenza di genere, che nel mondo miete ancora milioni di vittime tra bambine e ragazze.

Dal 24 giugno ad oggi le firme raccolte sono oltre 2.889 e tra coloro che hanno sottoscritto la petizione ci sono: Sonia Bergamasco, Maria Grazia Calandrone, Piero Colaprico, Daria Colombo, Beppe Convertini, Simonetta D’Amico, Diana De Marchi, Alessandra De Tommasi, Gianluca Foglia, Chiara Gamberale, Maura Gancitano, Pierfrancesco Majorino, Marilù Martelli, Francesca Montemagno, Roberta Osculati, Stella Pende, Flavia Piccinni, Mariangela Pira, Stella Pulpo, Sumaya Abdel Qader, Lia Quartapelle Procopio, Simone Rugiati, Carla Signoris, Beatrice Uguccioni, Angelica Vasile, Nina Zilli. La petizione ha inoltre ottenuto l’adesione del Consiglio per le Pari Opportunità della Regione Lombardia con la firma della Presidente Letizia Caccavale.

una bambina rannicchiata in un angolo di una stanza

DALLA PARTE DELLE BAMBINE, SEMPRE
I numeri di questo silenzioso dramma quotidiano sono impressionanti: ogni minuto, 23 bambine e adolescenti in tutto il mondo sono costrette a sposare uomini spesso molto più grandi di loro e a subirne le violenze; 3 milioni di bambine ogni anno sono sottoposte alle mutilazioni genitali, che ne comprometteranno per sempre la salute sessuale e riproduttiva, ma anche, molto spesso, il benessere psicofisico; oltre 900 ragazzine sono state vittime di violenze sessuali in Italia nell’ultimo anno. Un messaggio che ha bisogno del sostegno di tutti, donne e uomini. “Una bambina non è più debole in quanto femmina, è più vittima in quanto strumento di una cultura del possesso e della proprietà – afferma il disegnatore Gianluca Foglia ‘Fogliazza’Difendere una bambina significa proteggerla prima che subisca ogni violenza e aiutare molti uomini a prendere atto della propria debolezza”. “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci – ricorda Simone Rugiati, chef globetrotter e conduttore tv – Diciamo basta a qualsiasi tipo di violenza di genere contro le bambine di ogni cultura o religione, che vedono i loro diritti calpestati”.

UNA STATUA, UN SIMBOLO, UN MONITO
Per richiamare ogni giorno al rispetto dei diritti calpestati di bambine e ragazze, #UnaStatuaPerLeBambine vittime di violenza serve non solo come tributo ma anche come monito. “Una società feroce e distratta ha bisogno anche di simboli per rigenerarsi, per tentare di farlo. Una statua è un’azione concreta e un invito alla cura. Uno spazio e uno sguardo bambino che ci obbliga a sostare e ci chiede un cambiamento“, sottolinea l’attrice e regista teatrale Sonia Bergamasco. “Una statua per tutte quelle bambine che non sono riuscite a diventare donne – chiede la scrittrice Chiara Gamberale perché, che si sopravviva o no a un abuso, la violenza, quando arriva, falcia il fiore della persona che sarebbe sbocciata. Una statua per tutti quei fiori. Per permettere loro, comunque, di aprirsi. Obbligando noi a non dimenticare”.  Dello stesso avviso Piero Colaprico, giornalista e scrittore: “Un monumento per le vittime di ieri può servire alle vittime di oggi e di domani anche come incoraggiamento a farlo sapere, denunciare, ribellarsi”. Carla Signoris, attrice e scrittrice, non ha esitazioni: “La nostra vita distratta ha bisogno di simboli che ci aiutino a riflettere e a operare perché questo orrore non sia più!”.

ANCHE LA POLITICA SI MOBILITA
L’iniziativa – il cui obiettivo è lanciare un messaggio forte rivolto non solo a livello locale, ma all’intero Paese – ha ricevuto un’importante risposta anche dal mondo della politica, in particolare dagli esponenti del Consiglio per le Pari Opportunità di Regione Lombardia e del Comune di Milano.

Le firme raccolte saranno consegnate al Sindaco di Milano e al Consiglio Comunale milanese. Il primo obiettivo è quello di ricevere la concessione di un’area destinata alla posa della statua, ma poi il progetto andrà avanti con il coinvolgimento sempre più ampio dell’opinione pubblica. “Vogliamo che il monumento nasca come il frutto di un processo aperto, – dichiara Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes – se avremo il via libera del Comune è nostra intenzione aprire una call for ideas per immaginare l’opera e una campagna di crowdfunding pubblico per realizzarla. Perché sia l’inizio di un rinnovato impegno collettivo, la statua dovrà essere il frutto di un impegno comune, sentito, partecipato e condiviso”.

Tutti possono aderire alla petizione su cliccando su questo link e aiutare a diffonderla attraverso i propri canali social: hashtag ufficiale #UnaStatuaPerLeBambine, tag ufficiali @terredeshommesitalia per Facebook e Instagram, @tdhitaly per Twitter.