“Invisibili” ovvero “Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo”, di Caroline Criado Perez, racconta esattamente ciò che promette. Dati alla mano.
Il libro offre una panoramica completa di come il mondo e le sue società siano state cucite a misura d’uomo, rispettandone le esigenze, le aspirazioni e i desideri, sorvolando su quelli delle donne. L’autrice parte dalle basi, permettendo al lettore di familiarizzare con il concetto di maschile predefinito, una tendenza diffusa a dare per scontato il maschile in molte cose. In Inghilterra, ad esempio, fino al 2017 i vigili del fuoco venivano ufficialmente chiamati fireman, letteralmente “uomini fuoco”, man è una parola genderizzata riferita agli uomini intesi in senso biologico, dunque sessuato. Fu Dany Cotton, la prima comandante donna dei pompieri di Londra a proporre, per rappresentare anche i pompieri non uomini, l’uso del più neutro firefighter. Quella che potrebbe sembrare una banalità è solo un granello nell’immensa clessidra della non rappresentazione, la scelta di lasciare le donne in un oblio non inclusivo con annesse conseguenze. Un mondo modellato su spigoli e angolature dettate da un unico modo di essere non è solo escludente, ma anche pericoloso. Nei crash test delle auto, gli airbag e le misure di sicurezza per ridurre le brutalità d’impatto sono calibrate sulla corporatura media maschile. Si potrebbe opinare che questa scelta sia dovuta ad una ricerca di universalità o a una questione pratica, ma la verità è che non tenendo conto di fisionomie diverse, si espone una parte di popolazione a rischi maggiori. Rischi di cui ben si tace, perché anche la narrazione, infine, è sempre viziata da questa forma esclusivista. Una valida spiegazione, per giustificare la questione dei crash test genderizzati, sarebbe quella data dall’evidenza per cui gli uomini tendono a guidare più delle donne e a vantare l’uso privilegiato, quando non esclusivo, dell’auto familiare. Questo però non è un fattore attitudinale, basato su una differenza reale, quanto più un fattore culturalmente determinato che, come si vede nell’analisi che l’autrice fa della viabilità in Svezia, mette a rischio la vita delle donne in quanto pedoni o ciclisti. Il libro è scritto in maniera accessibile, fruibile ad ogni tipo di pubblico, ma non per questo meno preciso e sagace. Al contrario, Criado Perez in Invisibili”  edito da Einaudi, consegna nelle mani del lettore un testo potente, in grado di mostrare le evidenze tangibili del modo diverso in cui donne e uomini sono trattati e concepiti nella vita consociata. Qualche scettico, potrebbe quindi sostenere che questo libro, in fin dei conti, dimostri la differenza tra uomini e donne. Ebbene, anche in questo caso Criado Perez ci offre una risorsa, nel libro non è sancita la differenza tra uomini e donne in termini che giustifichino la discriminazione cui queste ultime sono soggette, al contrario mostra come questa discriminazione, culturalmente determinata, abbia degli effetti, anche devastati, sulle donne e la loro vita. L’intento del libro è chiaro, mettere in luce l’assurdità delle società genderizzate, dei modi di dire, delle disattenzioni e del loro stretto legame con la discriminazione su larga scala che vede le donne come invisibili. La verità scomoda di questo libro è che le donne sono mantenute in questo stato di non apparenza, scarsamente rappresentate e spesso non ammesse nei nuclei di potere, non hanno modo né occasione di portare avanti istanze fondamentali. L’invito, al termine del libro, è quello di prendere in mano i dati che Criado Perez ha raccolto e organizzato per trasformarli in qualcosa di utile e tangibile: un mondo in cui le donne siano visibili, abbiano una voce e questa venga ascoltata da tutti. Un testo potente, quasi illuminante e rivoluzionario, capace di spiegare come una banale cattiva gestione del piano neve in una cittadina Svedese, possa essere una condanna per le donne. Da leggere, soprattutto, se avete intenzione di cambiare il mondo.