Mio fratello rincorre i dinosauri copertina libro

Mio fratello rincorre i dinosauri: quando la diversità cambia e riempie la vita. Giacomo è un ragazzo come tanti, con i suoi progetti e le sue passioni, a differenziarlo è la presenza al suo fianco di un supereroe unico e speciale: Giovanni, detto Gio, suo fratello minore. Lui però non è un comune supereroe, Gio, con un cromosoma in più, ha la capacità di trasformare la quotidianità e di dotarla di una luce particolare. Giacomo raccoglie la sua esperienza nel libro, “Mio fratello rincorre i dinosauri”, una dedica alla vita e alle sue molteplici vicissitudini, dove i protagonisti sono loro e la loro relazione fraterna, la loro crescita. Questo è il racconto del cambiamento dei due ragazzi, dell’ambiente che li circonda, del concetto di “diversità”. Quel cambiamento che solo l’amore smisurato è in grado di innescare, travolgendo la vita e le sue inaspettate sfide.

Mariti, fidanzate, compagni, amici nella vita si scelgono, si selezionano in base a tante dinamiche e a infinite caratteristiche, non vale lo stesso per i familiari, che capitano e convivono con ciascuno, nonostante la reciproca diversità. Più in particolare, Mio fratello rincorre i dinosauri insegna questo: i fratelli si accettano, si amano così come sono, perché nessuno di noi se li sceglie come vorrebbe. Questa è una storia piena di sentimento e di tenerezza, narrata dalla voce di Giacomo che vede, conosce, riscopre le particolarità del fratello, questo supereroe con la sindrome di Down. Il sottotitolo del libro “Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più”, non parla di malattia, di sintomatologia, ma apre ad un racconto vero e autentico, il racconto dell’affetto fraterno che è in grado di oltrepassare i limiti, la comune concezione di normalità. Le pagine sono cariche di riflessioni, di spunti non scontati, di quell’amore capace di mettere le difficoltà in secondo piano. Significativo è il rapporto dei genitori di Giacomo, le parole che utilizzano per dissipare i dubbi, le curiosità dei figli e il grande amore con cui fanno crescere tutti e quattro. È la visione che loro trasmettono ai figli a preparare la strada, a custodire il bene che scaturirà dal rapporto reciproco.

La quotidianità diventa spazio per accettare, per vedere e per ascoltare ciò che l’altro porta dentro di sé, Giacomo, infatti, partendo dal momento in cui viene a sapere dell’arrivo di un nuovo fratello (dopo le due sorelle), delinea l’evoluzione di un rapporto difficoltoso, non sempre leggero e tranquillo, segnato dal periodo della sua adolescenza e da mille dubbi. È una sorta di parabola in cui Giacomo si inserisce e cerca di trovare le sue risposte, le sue interpretazioni personali: le parole sono i suoi pensieri, il sentiero della sua crescita come ragazzo, fratello e persona.

Il testo è scorrevole, semplice nonostante la complessità dei risvolti emotivi e psicologici che si creano, la vergogna di Giacomo, l’incomprensione della gente, le difficoltà quotidiane, tutto viene descritto partendo dal punto di vista leggero e innovativo di Giacomo, che pone se stesso e il fratello al centro, ma non tralascia di comunicare un messaggio importante e non scontato: l’amore per la vita, la forza che si genera nonostante tutto. Giovanni diventa esempio, è il supereroe della storia, emblema di libertà e verità, quella spontaneità che solo gli eroi come lui hanno.

Con Gio tutto diventa meraviglia, curiosità, innocenza, scoperta, le differenze non esistono più perché ogni personaggio riscopre qualcosa d’altro accanto a lui. Non esiste limite, incapacità o diversità ma solo la propria umanità, capace di accogliere e di annullare le barriere mentali comuni, questo significa vedere l’altro così com’è, senza schemi o confronti. Proprio perché ognuno ha le proprie fragilità, i propri punti di forza, siamo diversi e per questo mancanti per natura, ma con inesauribili risorse e possibilità. Un paradosso straordinario. Non esiste normalità ma solo tanta, infinità umanità. Usando le parole di Davide, rivolte a Giacomo: “Siamo parte della vita. La vita è l’unica cosa che si crea dal nulla. Prende forme diverse”. Ecco che le vicende, gli incontri, se visti con gli occhi di Gio, acquistano un senso e una prospettiva non comuni.

Giacomo attraversa difficoltà, scontri, dubbi, ma riesce a toccare fino in fondo la potenza e la forza che solo l’amore e la pazienza hanno in sé. È il suo passaggio all’interno di varie vicende, negli incontri, nelle presenze e nelle parole decisive a innescare il cambiamento che darà poi origine a questo libro. Un inno alla vita e all’affetto vero per il fratello, la loro storia personale intrecciata e ricca di diversità, di tenerezza. Una diversità che è in sé dono, ricchezza, crescita; non è più malattia, sindrome, mancanza.

Colpisce la giovane età dell’autore, Giacomo Mazzariol, la sua semplicità e il suo entusiasmo vengono trasmessi a chi legge, regalando un punto di vista diverso, un insegnamento sincero e vero. Il racconto delle loro storie aiuta a capire e valorizzare chi ci circonda, perché, come dice la mamma di Giacomo: la vita è troppo grande, imperscrutabile e l’unica cosa che si può sempre scegliere è amare. E amare senza condizioni chi non abbiamo deciso di avere al nostro fianco è forse la cosa più difficile da mettere in pratica. Chi ci tocca avere vicino, ci tocca da dentro. Il libro di Giacomo e Giovanni forse ce lo potrebbe insegnare un po’ di più.

Concludo con una frase di Marianne Williamson, scrittrice statunitense, ripresa da una mia grande amica a cui devo questa lettura, che riassume il senso del tutto: “Un tulipano non combatte per impressionare nessuno. Non combatte per essere diverso da una rosa. Non ne ha bisogno. Perché è diverso. E c’è spazio nel giardino per ogni fiore”.

Martina Zorzin
Vive a Chiampo, un grazioso paese in provincia di Vicenza, laureata in Scienze dell'Educazione è educatrice, appassionata di Lis e di biblioterapia; è donatrice di voce volontaria. Scopre l'amore per la letteratura grazie ai racconti e alle storie che i suoi genitori le leggono (e le fanno leggere!) fin da piccolissima. Timida, non le piace tanto parlare, ma in compenso è una "chiacchierona" quando scrive. Sogna di diventare come Isabel Allende; si perde come niente ma la fantasia non le manca: crede nel potere terapeutico e magico dei libri; i libri sono compagnia, ricerca, incontro, cura.