Comedians: il ruolo del comico e della risata nella società

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Film del 2021 diretto da Gabriele Salvatores, Comedians è la trasposizione su grande schermo dell’omonima pièce di Trevor Griffiths, già portata da Salvatores al Teatro dell’Elfo di Milano (e anche al cinema con l’adattamento per Kamikazen – Ultima notte a Milano, il suo secondo film), che vede protagonisti sei aspiranti comici un’ora prima del loro debutto insieme a un talent scout per ottenere un contratto e cambiare la loro vita. Il loro insegnante, Eddie Barni (Natalino Balasso), comico con un passato brillante ma che non è voluto scendere a patti con le richieste del grande pubblico, porta avanti i suoi insegnamenti di una comicità alta, che illumini le coscienze e abbia impatto nella società, che si scontrerà con l’idea portata avanti dal suo ex amico, e ora talent scout, Bernardo Celli (Christian De Sica), che vede la risata come il fine ultimo, perché la vita è tanto triste e le persone vogliono soltanto ridere, non pensare.

Comedians
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Il film presenta un paio di criticità che potrebbero renderne la visione non facilissima: l’impostazione fortemente teatrale va quasi a castrare le possibilità e le modalità espressive della macchina da presa, risultando forse eccessivamente statico e quasi claustrofobico (un ottimo esempio di impostazione teatrale dinamica moderna è Carnage (2011) di Roman Polanski e Il settimo sigillo (1957) di Ingmar Bergman per qualcosa di più datato) e la sensazione che alcune tematiche – la pièce originale risale al 1975 – non abbiano più quella freschezza attuale, ma per restare fedele all’opera originale Salvatores le abbia mantenute “polverose”, creando di tanto in tanto una sensazione di confusione.

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Comedians De_Sica
Comedians_De_Sica

Comedians non è un film che vuole far ridere attraverso la comicità (seppure il cast vanti molti volti noti della comicità italiana), ma far riflettere proprio sulla comicità, sulle sue modalità e sul suo ruolo nel mondo. Se da una parte il comico viene visto come un distributore di risate, giullare di corte che intrattiene un pubblico disinteressato al ragionamento, desideroso di staccare dalla vita quotidiana, che parla quindi alla pancia e non alla testa (perché i conti e le bollette le pagano il pubblico, non le coscienze svegliate); dall’altra c’è il comico che scuote gli animi, che usa la risata come mezzo per veicolare contenuti alti, per far riflettere e mettere in luce le criticità del mondo (Umberto Eco definiva la risata come un filtro della realtà: se dopo aver riso di un argomento non si riesce più a trattarlo seriamente allora vuol dire che quella cosa non era poi così tanto seria).

Comedians Ale_Franz
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Interessanti i ruoli metacinematografici che vestono Christian De Sica (Bernardo Celli) e Natalino Balasso (Eddie Barni): De Sica, che per anni ha scelto di offrire la risata facile, quella nazional popolare dei cinepanettoni, incarna perfettamente Celli, portatore, appunto, di una comicità che piace alla massa; Balasso, famoso per i suoi monologhi impegnati (anche se raramente provocatori e rivoluzionari come invece il suo personaggio vuole) veste a pennello il ruolo di Barni, idealista convinto e promotore di una comicità intellettuale e colta.

Comedians non è un film perfetto, complesso nella visione e che amplia diversi ragionamenti senza arrivare a una conclusione univoca, ma che cade a fagiolo in questo periodo in cui la comicità è oggetto di pressioni del politicamente corretto – ieri chiamata censura – e cernita di cosa possa essere oggetto di risata e cosa no, senza capire che impedire di ridere di qualcosa rende soltanto l’argomento un tabù sempre più forte, come ci insegna Lenny Bruce. Un film da vedere, non con l’aspettativa di ridere, che resterebbe profondamente delusa, ma con quella di riflettere attivamente sul ruolo della comicità, in quanto l’essere umano è l’unico in grado di ridere.

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