Gridalo: Roberto Saviano per un mondo migliore

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Roberto Saviano torna in libreria per Bompiani con “Gridalo”, il suo ultimo libro, nato quattordici anni dopo “Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della Camorra”.

Il giornalista, classe ‘79, scrive questo saggio immaginando di incontrare il se stesso di quando era adolescente e dirgli: “Adesso ti dico cosa ho capito e come ci ragiono sopra, in pratica”. Un escamotage utile perché Roberto Saviano conduce il se stesso più giovane, e con lui anche il lettore, lungo un viaggio fra le varie correnti di pensiero, aneddoti e eventi della storia. Il libro dice espressamente: “Gridalo che tutto può cambiare. Gridalo forte”.

“Gridalo” parla di chi non ha tradito se stesso. Roberto Saviano, nella serata del 25 giugno al MystFest – Festival internazionale del giallo e del mistero a Cattolica, ha spiegato il suo punto di vista in proposito. Le persone hanno dei principi, ma crescendo questi principi possono essere modificati perché bisogna sempre trovare un compromesso; il libro è dedicato a chi, invece, con il passare degli anni non cambia i propri principi e resta fedele a se stesso.

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Durante la serata di Cattolica, nella quale Roberto Saviano dialoga con Carlo Lucarelli (scrittore di noir di successo e conduttore televisivo), l’autore napoletano fa l’esempio di Giordano Bruno: il frate domenicano fu accusato di eresia per le sue idee, contestate dalla Chiesa e gli inquisitori, dopo aver cercato di spingerlo a rinnegare le sue teorie, al suo rifiuto, lo condannarono a bruciare vivo sul rogo.

Ogni capitolo di “Gridalo” è così, dunque, è dedicato a un personaggio storico con la caratteristica di essere un eretico, un dissidente. “Gridalo” è un libro per tutti coloro che non ce la fanno più a sopportare il mondo ma che devono sapere che c’è sempre una speranza perché il saggio è un grido di sofferenza sì, ma di chi è alla ricerca di un mondo migliore.

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