Art di Yasmina Reza al Piccolo Bellini di Napoli. Recensione

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Art di Yasmina Reza è in scena al Piccolo Bellini di Napoli fino al 28 novembre. Yasmina Reza, già autrice di Carnage da cui è stato tratto il film di Roman Polanski, si distingue per la scrittura di testi in cui una semplice stanza diventa la gabbia in cui esplodono i litigi, le discussioni più efferate.
Art, scritto appunto da Reza tradotto da Federica e Lorenza Di Lella per Adelphi e qui diretto da Emanuele Conte che ha curato anche la scena.
Gli interpreti sono Luca Mammoli, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi di Generazione Disagio.

A scena vuota con una tela bianca sul lato destro, disposta in obliquo, i tre attori sono al centro e parlano tra di loro guardando la platea. Il lavoro di light design contribuisce a modellare la scena a seconda dell’andamento del dialogo fino al climax finale.

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Art di Yasmina Reza racconta di tre amici – Marc, Serge e Yvan – che si confrontano sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco, discutendo sul prezzo altissimo per il quale è stato acquistato da uno dei tre; la discussione, però, diventa presto un dibattito dai toni accesi sull’arte contemporanea, per poi trasformarsi, in un attimo, in un violento litigio che non riguarda più l’arte, ma il loro stesso rapporto di amicizia.
I tre personaggi rappresentano ciascuno diverse tipologie umane, l’intellettuale, il mediano un po’ passivo che cerca sempre di evitare le discussioni e il radical chic.
In un crescendo di dialoghi serratissimi, tipici dello stile drammaturgico di Reza, i tre protagonisti, sempre a distanza tra loro e coadiuvati dalla scenografia di luci, giocano una partita a scacchi dentro quadrati di luce, in cui la realtà della loro relazione è resa evidente da una messinscena essenziale, a totale servizio del testo. Un confronto nudo, frontale, quasi cinematografico, in cui entrano in gioco tutte le variabili dei rapporti umani: quale rapporto, anche il più intimo e più felice, non è basato su qualche mezza verità, su qualche completa bugia o grande malinteso?

Tutti i rapporti umani si basano su una grande domanda: conosciamo davvero le persone che ci sono accanto?
La linea narrativa gioca proprio su questa dualità della vita, ciò che rispetto a ciò che sembra in un gioco pirandelliano in cui il gioco della verità coinvolge anche le persone in una visione dell’individuo alla Uno, nessuno e centomila.
Il pretesto è futile, come tutte le cause di litigio, una semplice tela bianca fa scaturire una discussione che conduce allo svelamento di quei pensieri nascosti sull’altro che nessuno dice mai, perché Marc, Serge e Yvan, si sono sempre voluti bene, si sono sempre piaciuti e stimati, ma di fronte a quella tela bianca, non si riconoscono più.

Un altro elemento interessante dell’opera è la lettura ironica del mondo dell’arte contemporanea, un mondo nel quale qualsiasi cosa, anche una tela bianca, può essere giudicata un’opera d’arte. Si ironizza dunque sul modo di giudicare un prodotto artistico o presunto tale e questo genere di ironia l’abbiamo vista di recente in uno degli episodi di The French Dispatch di Wes Anderson, in sala in questi giorni.

Art è il testo vincitore del Premio Molière e poi tradotto in trenta lingue – è una commedia crudele e divertente sull’amicizia, che attraverso dialoghi serrati e a tratti straordinariamente comici ci dà la misura di quanto capirsi sia davvero difficile.

INFO:

Art

Dal 23 al 28 novembre 2021
Piccolo Bellini
con Luca Mammoli, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi di Generazione Disagio
scene e regia Emanuele Conte
costumi Daniela De Blasio
luci Matteo Selis
attrezzeria Renza Tarantino
assistente alla regia Alessio Aronne
permission granted by Thaleia Productions , 6 rue sedillot 75007 Paris France
produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse

Orari spettacoli: feriali h. 20:45, mercoledì h. 18:00, domenica h. 18:30

 

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