Sophia Loren in carcere: la confessione scioccante

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Sophia Loren la diva partenopea e internazionale, amata in tutto il mondo ha anche lei i suoi scheletri nell’armadio!

La ricordiamo per La ciociara (1960) diretto da Vittorio De Sica che l’ha scoperta e l’ha lanciata con L’oro di Napoli (1954) e grazie al quale proprio con La Ciociara vinse l’Oscar come migliore attrice. Ma nel corso della sua carriera non sempre le cose sono andate bene.

Il 19 maggio 1982, infatti, Sophia Loren è finita in carcere, arrestata all’Aeroporto di Fiumicino.

Il dramma di quei 17 giorni in carcere

La diva trascorse diciassette giorni nel carcere femminile di Caserta, riuscite a immaginarla? Con il suo iconico trucco e i tacchi a spillo? L’immagine sembra quella di uno dei suoi film, e come il suo personaggio “Adelina” dell’omonimo episodio di Ieri, oggi e domani (1963) diretto sempre dal suo amato De Sica, la Lorena ha soggiornato per un po’ in carcere per ben 17 giorni.

Ma cosa è accaduto esattamente il 19 maggio 1982? Sofia Loren andò incontro al suo destino. La pena da scontare risaliva al 1977, quando fu condannata per evasione fiscale su un imponibile di 112 milioni. L’attrice a quel tempo viveva in Svizzera, poi si trasferì in America. In quel giorno di maggio, consigliata dai suoi avvocati, decise di scontare la sua pena: un mese di reclusione.

All’aeroporto di Fiumicino fu arrestata e condotta al carcere femminile di Caserta, dove è rimasta per 17 giorni grazie a una licenza “speciale” di tredici giorni per buona condotta. In quei 17 giorni il carcere di Caserta fu un luogo d’attrazione: paparazzi, cantanti di serenate, bancarelle con le foto della diva. Un carosello possibile solo se una celebrità del suo calibro si trova a varcare la soglia del carcere.

Fuori dal carcere un carosello di foto, fiori e omaggi per la diva

Liliana De Cristofaro, ex direttrice del carcere femminile di Caserta, disse: “Quando arrivò, in quel giorno di maggio, il personale – che di solito era carente – era tutto presente. Ogni giorno arrivavano mille rose rosse per lei, i giornalisti raccontavano che in carcere avesse condizioni particolari, che mangiasse in un ristorante, ma non era così. Mi chiedevano ‘Cosa mangia la Loren?‘ e io rispondevo loro che la Loren era magrissima, mangiava un uovo sodo, insalata e un po’ di frutta.

Sofia passava le sue giornate leggendo i giornali e rispondendo alle tantissime lettere che le arrivavano”. All’uscita dal carcere, alle 6:20 del 5 giugno 1982, ad attenderla all’uscita c’erano centinaia di giornalisti e fotoreporter. La Loren disse poi che l’avevano trattata bene ma che non avrebbe mai dimenticato il rumore della porta chiusa alle sue spalle, “quel tonfo che fa male quando sai di non avere le chiavi”

Si disse poi che il suo ritorno era legato a un film che doveva girare in Italia, e le male lingue dissero che tutta la storia era organizzata per questioni pubblicitarie e che l’avrebbero venduta a una rivista americana.

Si cercò anche di farla uscire prima del tempo con una richiesta di libertà provvisoria con una richiesta di grazia al Capo dello Stato che però decise di non fare favoritismi. Sofia Loren ottenne solo una licenza di 13 giorni per buona condotta. Le responsabilità fiscali furono poi attribuite al suo commercialista.