Vasco Rossi ricorda la morte del padre, il terribile lutto che lo ha segnato 43 anni fa

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Tutti conosciamo il Vasco Rossi festaiolo, allegro, saltellante sul palco, la rockstar che da anni fa ballare gli italiani di tutte le generazioni e li fa emozionare con le sue canzoni, alcune delle quali entrate di diritto nella storia della musica italiana.

Tra i brani iconici troviamo di diritto, Albachiara, Vita spericolata, Sally, Un senso e così via, sono talmente tanti i suoi successi che si rischierebbe di fare un lunghissimo elenco senza fine. Per Vasco la vita non è stata sempre una passeggiata e proprio questo suo lottare contro il dolore gli ha permesso di toccare corde profonde dell’anima per scrivere e interpretare canzoni indimenticabili.

Quante parole d’amore e di dolore racconta nei suoi testi, ma c’è un rimpianto che dopo quasi mezzo secolo ancora rimane una ferita aperta che non riesce a rimarginare.

Per Vasco la morte del padre, avvenuta quasi mezzo secolo fa, è ancora un tasto dolente, lo abbiamo visto spesso su Instagram dedicargli parole d’amore e piene di dolore per quella perdita avvenuta il 31 ottobre del 1979. Un lutto mai dimenticato che porta con sé un rimpianto feroce per il Blasco nazionale, il fatto che suo padre sia andato via troppo presto e prima di vederlo raggiungere l’apice del successo.

In uno dei post di Instagram di Vasco vediamo il cantante agli inizi della sua carriera, quando ancora non aveva idea di quello che sarebbe successo da li a poco, il successo stellare, l’amore sfrenato del pubblico e alcuni record inarrivabili, e accanto a questa foto lontana nel tempo e nella storia della carriera del musicista, una immagine di suo padre Giovanni Carlo.

Giovanni è scomparso troppo presto, a 56 anni, stroncato da un ictus mentre era intento a compiere una manovra a bordo del suo camion in Friuli-Venezia Giulia. Uno shock per Vasco, che in un primo momento, pensò di abbandonare il mondo della musica.

Il lutto mai elaborato di Vasco Rossi

Il messaggio che Vasco ha voluto condividere in omaggio a suo padre è davvero commovente e i suoi follower non hanno tardato a restituirgli supporto e affetto, Vasco scrive, “Era il 31 ottobre 1979. Alla mattina mi ha chiamato l’Ivana: ‘Svegliati perché papà è morto…’. Mio padre si era fatto due anni di campo di concentramento tedesco. Tornò che era trentasei chili. Minato nel fisico. Sono sicuro che è morto giovane per colpa di quegli anni.

Poi prosegue, “Mi ricordo un bellissimo concerto a Trieste, che mi fece molto soffrire. Alla fine piansi a dirotto. Trieste è la città dove morì mio padre. Ebbe un infarto sul camion e io andai a prenderlo”.

Vasco racconta le emozioni provate proprio durante quel concerto all’inizio della sua carriera e scrive, “Avevo ventisei anni e cominciavo a farlo sul serio questo mestiere. In quel concerto a Trieste volevo fare bella figura, lo dovevo a mio padre, lo dovevo alla città che si era mobilitata per me. Alla fine mi sembrò che niente fosse andato per il verso giusto e piansi. Perché per lui avrei voluto fare meglio, perché era morto prima di poter gioire del mio successo. La sua scomparsa fu la molla che mi scatenò dentro questa rabbia che ancora non riesco a domare, questo carattere ribelle. E in definitiva questa voglia di arrivare, di diventare una rockstar”.

Una vita difficile quella di Carlino, così come lo chiama Vasco, che diede questo nome al figlio proprio in memoria di un suo compagno di prigione in Germania durante la seconda guerra mondiale. Questo un tema che per Vasco è profondo, in un altro post scrive, “Era uno di poche parole, portava dentro indelebili i segni della prigionia in Germania, ma non ne ha mai parlato con noi a casa”.

Poi continua raccontando un profondo legame, “La mia famiglia era modesta, si faceva anche fatica a finire il mese, ma a me non è mancato mai niente, mi bastava l’amore che respiravo nell’aria. Il mio papà: era lui che mi accompagnava alle varie manifestazioni dell’Usignolo d’Oro alle quali dovevo andare in qualità di vincitore e dove mi esibivo sul palco come la “star””.

Un dolore e un racconto straziante che hanno risvegliato in Vasco il desiderio di riscatto, come dice lui quella rabbia che ancora non riesce a dominare e che lo hanno portato al successo avuto, è strano vederlo così fragile e questo lato della rockstar fa fatica a conciliarsi con l’immagine che abbiamo di lui, ma è una parte estremamente profonda e che restituisce una forte verità.