Hit Man pronto per fare una strage a Venezia, battuta d’arresto violenta | Richard Linklater esplode

Hit Man – Glenn Powell

Richard Linklater avrebbe potuto fare una vera e propria strage di premia a Venezia, invece lo hanno messo fuori gioco.

Hit Man di è stato (inspiegabilmente) inserito fuori concorso a Venezia 80, quando in programma ufficiale ci sono stati film veramente opinabili. I Festival di cinema sono così, in un mare di film dimenticabili o che comunque non si rivedrebbero una seconda volta, improvvisamente compaiono dei gioiellini come Hit Man che non solo sono degni di una seconda visione ma di essere promossi anche con il salumiere sotto casa per la precisione tecnica e la grandezza artistica di cui sono capaci.

Hit Man è innanzitutto un film per tutti, nessuna menata intellettuale da festival, qui siamo di fronte a uno dei casi più virtuosi, quello che unisce l’opera d’autore con il prodotto commerciale. Tutti questi elementi consentono di apprezzare il prodotto su più livelli di interpretazione.

La commedia racconta di Gary Johnson insegnante di New Orleans che “arrotonda” come serial killer per conto della polizia, un killer sotto mentite spoglie in realtà, poiché si spaccia per tale così da essere assoldato da persone che per svariati motivi vogliono uccidere mogli, fratelli, fidanzati, colleghi ecc. Gary ha solo il compito di sedersi con loro e fargli confessare la volontà di uccidere, il resto lo fa la polizia.

A un certo punto Gary infrange le regole quando da lui si presenta una donna che lo vuole assoldare per uccidere suo marito. L’imprevisto è che Gary si innamorerà di lei e cercherà di dissuaderla. Come una sorta di Bonnie e Clyde i due si troveranno ad affrontare un imprevisto non da poco.

Tutti gli elementi della commedia

Hit Man ha dunque gli elementi tipici della commedia, il travestimento, l’equivoco, l’amore (apparentemente) impossibile e le risate sono assicurate.
Richard Linklater non ha bisogno di critiche o elogi, stiamo parlando del regista di alcuni tra i film di maggior successo degli ultimi anni come la trilogia di Before e Boyhood, due tipi di storie che esprimono originalità nei temi e anche nel modo in cui vengono raccontati.

Linklater, infatti, ama prendersi il tempo che serve per raccontare una storia, con Boyhood per esempio ci ha messo 13 anni e la stessa trilogia di Before (Sunshine, Sunset e Midnight) si prende tutto il tempo di raccontare un grande amore che si dipana in una vita intera, dalla gioventù alla maturità. Hit Man non è questo genere di film ma vi ritroviamo lo stile del regista.

Hit Man – Glenn Powell e Adria Arjona

Sull’identità

Hit Man, per quanto comico, è un film che riflette sul discorso dell’identità e sulla necessità di uscire dalla propria comfort zone. Non mancano forti riferimenti alla violenza insita nella società americana, un paese in cui ogni abitante possiede un’arma e in cui effettivamente si può assoldare un serial killer per sbarazzarsi di qualcuno.

C’è anche molta cultura pop e forse anche un po’ fumettistica in questo film con un brillante ribaltamento della morale, continuamente messa in discussione. Glenn Powell è perfetto nel ruolo del protagonista e partecipando alla sceneggiatura del film conferma il suo talento nel cinema a tutto tondo.