Misery al teatro Bellini, Impossibile non sentirsi come Paul Sheldon | Recensione

Misery – Arianna Scommegna

È in scena fino al 12 novembre una delle opere più conosciute al mondo, Misery, tratta dal romanzo omonimo.

Lo spettacolo teatrale di Goldman è stato diretto per il pubblico italiano da Filippo Dini, una garanzia del teatro italiano di qualità e ad interpretare gli iconici personaggi di Annie Wilkes e Paul Sheldon sono stati Arianna Scommegna e Aldo Ottobrino.

Nel film di Rainer divennero immortali le figure dello scrittore famoso e dell’infermiera maniaco depressiva e fuori di testa nelle indimenticabili interpretazioni di Katy Bates (la quale si aggiudicò l’oscar per la migliore interpretazione femminile) e James Caan.

Stephen King dichiarò di aver avuto l’ispirazione per Misery durante un viaggio in aereo, si addormentò e sognò di uno scrittore di successo caduto nelle grinfie della sua “ammiratrice numero uno” come dice più volte la stessa Annie nella storia. Al suo risveglio King aveva stampata nella mente una sola frase che scrisse su un tovagliolino da cocktail per non dimenticarla: “Non intendevo mancarti di rispetto quando ho battezzato la mia scrofa Misery, nossignore. Per favore non lo pensare nemmeno. No, l’ho fatto nello spirito del sincero amore di un’ammiratrice, il più puro che esista, dovresti esserne lusingato”.

In realtà tutta la storia di Misery è una profonda metafora della dipendenza di King dalle droghe, come lui stesso ha reso noto in un’intervista di pochi anni fa. Annie è la personificazione della sua tossicodipendenza e quello che lei fa allo scrittore altro non rappresenta che le conseguenze fisiche derivate dal consumo di droga.

Quando l’amore diventa ossessione

Paul Sheldon è uno scrittore di successo che ha inventato il personaggio di Misery, un’eroina ottocentesca dal cuore d’oro. La fama di Paul è indissolubilmente legata a Misery, e questo finisce per determinarlo, come artista e come uomo. Dopo un terribile incidente stradale Paul si risveglia in un letto e in una casa che non conosce, qualcuno lo ha salvato, ma non immagina che quella che sembra essere una fortuna è in realtà solo l’inizio di un incubo. La donna che lo ha tratto in salvo, Annie è un’abile, materna e premurosa infermiera in pensione, nonché sua grande fan e oltre a lui ha tratto in salvo anche l’ultimo manoscritto di Paul.

Paul non immagina che la donna nasconde delle turbe psichiche molto gravi e che molto presto la sua convalescenza si trasformerà in un incubo. Annie ha letto l’ultimo romanzo di Paul su Misery e la sua eroina preferita è morta. Questo per lei non è accettabile, Annie ha un crollo e da questo momento la farà pagare cara a Paul per averle ucciso la sua eroina.

Misery – Arianna Scommegna, Aldo Ottobrino

La dipendenza come una catena

Se è vero che tutta la storia di Misery ruota intorno al discorso della dipendenza, traendo spunto dalla dipendenza dalle droghe dell’autore, è vero al contempo che tutta la storia racconta molto bene un’altra forma di dipendenza, quella dello scrittore di successo che diventa schiavo delle sue storie e del suo pubblico. Quando una storia, specialmente una saga, raggiunge un pubblico ampio questo pubblico ha delle esigenze e chiede allo scrittore sempre di più, lo spreme come un limone, finché questi non rimane sopraffatto dalla sua stessa arte. Quante volte abbiamo sentito di autori che avrebbero voluto chiudere le loro storie di maggior successo per dedicarsi ad altre storie e sentirsi anche meno vincolati dai doveri verso il proprio pubblico?

Gli interpreti sono stati entrambi perfettamente in parte, Ottobrino ben calibrato nella figura dello scrittore paralizzato e considerato che il suo margine d’azione era limitato, stando egli sempre seduto, ha saputo giocare tutto su voce, espressività e presenza scenica. Scommegna, forse un po’ troppo fuori dalle righe in certi punti ha saputo però dosare bene l’escalation di follia del suo personaggio. È stato inoltre molto apprezzabile l’inserimento dell’ironia, con siparietti comici efficaci. A restare impressa poi, anche la scenografia, una casetta rotante con le stanze principali dell’azione e i bordi delle pareti e delle porte obliqui, a voler sottolineare un’obliquità inquietante che rimanda a un incubo. Sicuramente queste scelte scenografiche hanno contribuito a rendere più dinamico lo spettacolo, oltre che più suggestivo.

INFO:

feriali h. 20:45, mercoledì h. 17:30, sabato h. 19:00, domenica h. 18:00

Prezzi: Martedì • Mercoledì • Giovedì I e II settore 20€, III settore 15€ / Venerdì • Sabato • Domenica I e II settore 25€
III settore 18€ – Under 29 15€ valido per tutte le repliche (miglior posto disponibile al momento dell’acquisto) – *Ridotto venerdì e sabato I e II settore 23€

Durata: 2h. e 15 min + intervallo