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Viaggio sul Titanic. Nel 2018 si potrà fare. Una ricostruzione perfetta solcherà i mari.

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I’m the king of the world!

Deve essere la stessa cosa che ha pensato Clive Palmer, imprenditore minerario australiano, quando ha avuto la brillante e costosa idea di ricostruire il Titanic per la modica cifra di 500 milioni di dollari.

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Un progetto a dir poco ambizioso quello di Clive che entro il 2018 metterà in mare il sosia del colosso inabissato un secolo fa, facendogli ripercorrere la stessa tratta, da Southampton con destinazione Manhattan, ripercorrendo fedelmente la rotta, ovviamente tenendo conto di possibili incontri sgraditi nel gelidi mari del nord e dunque usando tecnologie d’avanguardia che rispettino gli standard di sicurezza, per evitare di bissare il primo sfortunato viaggio in tutto e per tutto.
Saranno i cantieri navali Csc Jinling di Nanchino in Cina a dar vita alla famosissima nave, anche se a oggi ci sono stati un po’ di tentennamenti da parte del cantiere per via di sponsorizzazioni ancora incerte. Clive Palmer e la Blue Star Line, la società australiana a capo del progetto, insieme al suo CEO hanno dichiarato che la prima fase del progetto è stata completata. Quindi i lavori proseguono.

Manco a dirlo, i 2.400 biglietti sono già sold out e non solo per il viaggio inaugurale, ma anche per le seguenti trenta traversate, nonostante i prezzi proposti siano esorbitanti, si parla di offerte pari a un milione di dollari, ma come biasimare i compratori, quello che si preannuncia è un vero viaggio nella memoria, con qualche piccola variazione d’obbligo.
Avrà lo stesso tipo di disegno dell’originale, ma sarà costruito diversamente. La potenza non sarà fornita da tonnellate di carbone, bensì la nave sarà dotata di motori elettrici a diesel. E, naturalmente, avremo scialuppe di salvataggio in numero sufficiente a contenere tutti. Ci saranno infine radar, sistemi di navigazione satellitare e avremo aria condizionata per tutti. Ma, naturalmente, utilizzeremo il design originale in modo da fornire la stessa esperienza del 1912″, ha dichiarato Clive Palmer durante la conferenza stampa di presentazione.

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Il Titanic II sarà un perfetto connubio tra vintage, lusso e tecnologia, permettendo di rivivere e respirare le atmosfere del tempo nel massimo confort. Immancabile la connessione Wi-Fi che permetterà di condividere subito immagini e sensazioni dei primi fortunati viaggiatori, un teatro e un casinò come passatempo, perché comunque il viaggio è lungo. Una nota stravagante, a colorare il viaggio, sarà la dotazione di abiti d’epoca che gli ospiti troveranno nelle cabine e potranno indossare a piacimento.

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Altro aspetto non meno importante a cui Clive ha dovuto pensare è stata la suddivisione per classi che era presente e sfortunatamente fondamentale agli inizi del ‘900. Lui stesso ha dichiarato che la prima classe del tempo aveva un livello di opulenza ormai lontani dal settore delle crociere, mentre la seconda classe era come la prima dei giorni d’oggi e la terza, beh, come dire, se a oggi avesse cercato di vendere dei biglietti per la terza classe, con gli stessi standard dell’epoca, nessuno li avrebbe comprati, un viaggio dentro a delle stive, mangiando stufato e patate e ballando la Giga Irlandese. Così ha pensato di offrire  soluzioni a pacchetto che consentiranno ai passeggeri di sperimentare tutti e tre gli stili di viaggio nel corso di una stessa crociera.

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Entro il 2018 vedremo solcare i mari al Titanic II con le sue quattro ciminiere gialle e nere che sono rimaste simbolo per un secolo di quella nave che ancora oggi affascina e ipnotizza.

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Alessandra Chiaradia

Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.

Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l’occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.