Home Arte e Mostre Da Boldini a Segantini, riflessi dell’impressionismo in Italia

Da Boldini a Segantini, riflessi dell’impressionismo in Italia

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03 – Giuseppe De Nittis
Giuseppe De Nittis, Buckingham Palace, olio su tela, 39 x 56 cm

 

Fino al 28 giugno 2015 alla GAMManzoni si può ammirare la mostra “Da Boldini a Segantini”, curata da Enzo Savoia e da Francesco Luigi Maspes, presenta 35 opere di alcuni tra gli indiscussi protagonisti dell’arte italiana dell’Ottocento come, quali Giovanni Segantini, Giovanni Fattori, Angelo Morbelli, Gerolamo e Domenico Induno, Mosé Bianchi, Giacomo Favretto, Guglielmo Ciardi, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Telemaco Signorini, Federico Zandomeneghi, Antonio Fontanesi, Antonio Mancini, molti di questi capolavori non sono mai stati esposti a Milano.

 

01 – Mosè Bianchi
Mosè Bianchi, Uscita di chiesa, olio su tela, 83 x 64 cm

In occasione di EXPO 2015, GAMManzoni propone un evento dedicato alle eccellenze della pittura italiana del XIX secolo, attraverso quegli esponenti che hanno partecipato, con le loro creazioni, alle più importanti Esposizioni Universali a cavallo dei due secoli, come Vienna 1873, Philadelphia 1876, Parigi 1878 e 1900, Anversa 1885, St. Louis 1904 e Milano 1906.

04 – Gerolamo  Induno
Gerolamo Induno, Il figurinaio, olio su tela, 47 x 36 cm

Il percorso espositivo presenta capolavori come La lettera di Federico Zandomeneghi, appartenuta alla celebre raccolta di Giacomo Jucker e Dall’alto di Filippo Carcano, non più esposto in Italia da circa un secolo e di proprietà di un’importante raccolta statunitense.
Tra i macchiaioli spiccano Via di Ravenna di Telemaco Signorini, anch’esso mai visto a Milano, proveniente da una nobile famiglia fiorentina, pendant dell’altrettanto celebre dipinto di analogo soggetto custodito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ed Esercizi di cavalleria di Giovanni Fattori che, dopo diversi decenni esce dalla collezione che lo ospita.
Tra le varie opere, si segnalano, inoltre, Scavi di Pompei di Filippo Palizzi, dalla Quadreria Edison di Milano, L’uscita dal Duomo di Mosé Bianchi, rimasta in Francia per quasi un secolo e riportata in patria da Enrico Piceni che ne curò l’acquisto da parte di uno dei più celebri collezionisti del dopoguerra e la seconda versione del Ritratto dell’attrice Emma Ivon di Tranquillo Cremona del Museo Malinverni.
Chiude idealmente la mostra, la straordinaria Alpe di maggio di Giovanni Segantini.

Giovanni Segantini, Alpe di maggio, olio su tela, 54 x 86 cm
Giovanni Segantini, Alpe di maggio, olio su tela, 54 x 86 cm
Filippo Palizzi, Scavi di Pompei, olio su tela 118 x 85 cm
Filippo Palizzi, Scavi di Pompei, olio su tela 118 x 85 cm
Federico Zandomeneghi, La lettera, olio su tela, 54,5 x 46 cm Zandomeneghi, La lettera, olio su tela, 54,5 x 46 cm
Federico Zandomeneghi, La lettera, olio su tela, 54,5 x 46
Ettore Tito, La fa la modella, olio su tela, 95 x 67 cm
Ettore Tito, La fa la modella, olio su tela, 95 x 67 cm
Daniele Ranzoni, Ritratto di giovinetta, olio su tela, 95 x 60 cm
Daniele Ranzoni, Ritratto di giovinetta, olio su tela, 95 x 60 cm
Antonio Mancini, Due bambole, olio su tela, 77 x 64 cm
Antonio Mancini, Due bambole, olio su tela, 77 x 64 cm
Guglielmo Ciardi, Veduta sulla laguna, olio su tela, 73 x 98 cm Guglielmo Ciardi, Veduta sulla laguna, olio su tela, 73 x 98 cm
Guglielmo Ciardi, Veduta sulla laguna, olio su tela, 73 x 98 cm

 

 

Dove:
GAMManzoni, Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea di Milano
via A. Manzoni, 45
Milano

Orari:
da martedì alla domenica 10-13 e 15-19 (ultimo accesso 18.30)

Ingresso:
6 Euro

Tel. e Fax 02.62695107
info@gammanzoni.com
www.gammanzoni.com

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.