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Chagall, la grafica del sogno

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Qualcosa mi sarebbe mancato se,
a parte il colore, non mi fossi impegnato,
ad un certo momento della mia vita, anche con l’incisione.

Marc Chagall

 Fino al 6 gennaio 2016, all’Arengario e la Casa degli Umiliati, sede dei Musei Civici di Monza, sono esposti per intero i tre cicli di acqueforti, per un totale di oltre 300, che costituiscono un corpus considerato ormai inscindibile di Marc Chagall: le Anime morte di Gogol’, le Favole di La Fontaine e la Bibbia.

Marc Chagall, La Vecchia e le due Serve, da Le favole, mm 293 x 240
Marc Chagall, La Vecchia e le due Serve, da Le favole, mm 293 x 240

L’artista russo, svolge in esse una meditazione circolare; nelle tavole delle Anime Morte riflette sull’uomo, sulle sue meschinità, sul suo limite; nei fogli delle Favole compie un viaggio nella natura, nella sua bellezza e nella sua impronta originaria; nella Bibbia torna a riflettere sull’uomo, ma in una luce ben diversa rispetto a quella delle Anime Morte. L’uomo rimane quello che è: imperfetto, segnato in modo indelebile dal limite e dal peccato, ma la cui finitezza viene rischiarata dalla realtà di Dio.

 Marc Chagall, Incontro fra pellicce, da Le anime morte, mm 275 x 220 Marc Chagall, Incontro fra pellicce, da Le anime morte, mm 275 x 220
Marc Chagall, Incontro fra pellicce, da Le anime morte, mm 275 x 220

Il percorso espositivo inizia idealmente all’Arengario con la sezione dedicata alle Favole di La Fontaine e alla Bibbia. Nel caso delle Favole, la grande tecnica incisoria di Chagall dà vita a un mondo fantastico, in cui la componente mitologica del racconto supporta l’analisi del comportamento di animali che ricalca quello degli uomini. Particolare attenzione è rivolta ai più piccoli, l’allestimento delle Favole è studiato appositamente a “misura di bambino” per favorire un approccio diretto con le incisioni e una migliore lettura dell’immagine.

Marc Chagall, Il Leone e il Moscerino, da Le favole, mm 260 x 242
Marc Chagall, Il Leone e il Moscerino, da Le favole, mm 260 x 242

Di fronte all’opportunità di lavorare sulla Bibbia, Chagall si sentì investito da una sorta di impegno morale nei confronti delle proprie radici. Primogenito di una famiglia di stretta osservanza ebraica, visse il testo sacro come parte integrante del proprio quotidiano e i personaggi biblici costituirono per l’artista presenze vive, appartenenti a un mondo dove immaginazione e realtà si fondono. La lettura chagalliana della Bibbia si incentra sulle figure dei Patriarchi e dei Profeti, ritratti come potenti condottieri del “popolo eletto”. Anche gli animali recitano un ruolo importante, visti non solo come protagonisti dei racconti, ma come ideale legame con la sua infanzia. I temi affrontati da Chagall nella Bibbia rimandano a un universo culturale di cui l’artista si è nutrito fin dai primi anni di vita e a un linguaggio che risente delle esperienze figurative legate alle avanguardie del XX secolo, delle quali Chagall è stato un esponente di primo piano.

La sezione ai Musei Civici di Monza – Casa degli Umiliati accolgono il ciclo delle Anime morte di Gogol’. Se la Bibbia e le Favole sono per l’artista il pretesto per indagare le origini religiose e nel contempo un modo per confrontarsi con la cultura francese, al contrario il romanzo di Gogol’ racconta aspetti della cultura russa dai quali Chagall prende man mano le distanze. Le tavole incise di Chagall rileggono il testo di Gogol’ e nel contempo disegnano un viaggio nei territori dell’umanità, con ampi richiami ai paesaggi russi e ai personaggi della madrepatria.

Marc Chagall, Gogol’ e Chagall, da Le anime morte, mm 275 x 212
Marc Chagall, Gogol’ e Chagall, da Le anime morte, mm 275 x 212
Marc Chagall, Il padre Cìcikov lo castiga, da Le anime morte, mm 277 x 208
Marc Chagall, Il padre Cìcikov lo castiga, da Le anime morte, mm 277 x 208

 

 Marc Chagall, Tappo Stepàn, carpentiere, da Le anime morte, mm 277 x 212  Marc Chagall, Tappo Stepàn, carpentiere, da Le anime morte, mm 277 x 212
Marc Chagall, Tappo Stepàn, carpentiere, da Le anime morte, mm 277 x 212
Marc Chagall, La Vecchia e le due Serve, da Le favole, mm 293 x 240
Marc Chagall, La Vecchia e le due Serve, da Le favole, mm 293 x 240
Marc Chagall, Kopèjkin e Napoleone, da Le anime morte, mm 277 x 210
Marc Chagall, Kopèjkin e Napoleone, da Le anime morte, mm 277 x 210
 Marc Chagall, Il Contadino e il Serpente, da Le favole, mm 293 x 240  Marc Chagall, Il Contadino e il Serpente, da Le favole, mm 293 x 240
Marc Chagall, Il Contadino e il Serpente, da Le favole, mm 293 x 240
Marc Chagall, I Lupi e le Pecore, da Le favole, mm 292 x 242
Marc Chagall, I Lupi e le Pecore, da Le favole, mm 292 x 242
Marc Chagall, Apparizione del poliziotto, da Le anime morte, mm 288 x 221
Marc Chagall, Apparizione del poliziotto, da Le anime morte, mm 288 x 221
Marc Chagall, La Volpe e i Tacchini, da Le favole, mm 292 x 237
Marc Chagall, La Volpe e i Tacchini, da Le favole, mm 292 x 237
Marc Chagall, Nozdriòv, da Le anime morte, mm 288 x 231
Marc Chagall, Nozdriòv, da Le anime morte, mm 288 x 231
Marc Chagall, Il Leone e il Moscerino, da Le favole, mm 260 x 242
Marc Chagall, Il Leone e il Moscerino, da Le favole, mm 260 x 242
Marc Chagall, Donne simpatiche da tutti i punti di vista, da Le anime morte, mm 277 x 221
Marc Chagall, Donne simpatiche da tutti i punti di vista, da Le anime morte, mm 277 x 221
 Marc Chagall, Incontro di un contadino, da Le anime morte, mm 278 x 215  Marc Chagall, Incontro di un contadino, da Le anime morte, mm 278 x 215
Marc Chagall, Incontro di un contadino, da Le anime morte, mm 278 x 215

CHAGALL, LA GRAFICA DEL SOGNO
Monza, Arengario (piazza Roma) e Musei Civici di Monza – Casa degli Umiliati (via Teodolinda 4)

Orari: da martedì a domenica; Musei civici: 10-13/15-18; Arengario: 10-13/15-19
Ingresso: Biglietto unico integrato Chagall + Musei Civici: intero 6 € – ridotto 4 €
Informazioni: Ufficio Mostre, tel. 039.366381; Musei civici di Monza: tel. 039.2307126; Arengario: tel. 039.329541

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.