IMG_5114 coverGiotto, l’Italia, come preannunciato ieri ecco il mio piccolo resoconto su questa mostra; piccolo perché a mio avviso non c’è bisogno di troppe parole, l’immensità dell’artista parla da sola, voglio darvi il senso essenziale di ciò che ho visto solo per invogliarvi maggiormente ad andarci perché ne vale davvero la pena, ma senza dirvi troppo, così da restare anche voi, come è successo a me, incantati!

La mostra si trova a Palazzo Reale e non a caso è stata scelta questa dimora, essa infatti ha ancora al suo interno strutture del palazzo di Azzone Visconti, dove, negli ultimi anni della sua vita, Giotto venne a realizzare due cicli di dipinti murali, oggi perduti, partendo da qui, questa esposizione coinvolge i luoghi d’Italia dove Giotto ha operato scoprendo i grandi capolavori dell’artista fondatore di una nuova pittura che può dirsi, appunto, italiana.
Le magnifiche opere esposte sono in tutto 14, prevalentemente su tavola, nessuna delle quali prima esposta a Milano: una sequenza di capolavori assoluti mai riuniti tutti insieme in una esposizione. Si comincia dalle sale dedicate alle opere giovanili fino ad arrivare alla fase finale della carriera del maestro che precedono di poco le opere milanesi di cui dicevo prima nel palazzo di Azzone Visconti, così il cerchio si chiude. Compreso nel biglietto si ha l’audio guida, essenziale e ben fatta per godere a pieno di questa esperienza attraverso le 9 sale.
L’allestimento, finemente curato da Mario Bellini, basa tutta la sua possenza su una materiale, il ferro e un colore, il “grigio penombra” contestualizzando in modo sublime il concetto di opere nate per chiese, abbazie e conventi, esaltando con discreta umiltà ogni singolo capolavoro dove la luce illumina solo le tavole policrome di Giotto ampliandone la loro magnificenza.
Lo stesso Bellini ha detto: “Giotto è nato povero e il suo talento lo ha sopraffatto quando aveva 13 anni. Questa mostra è “povera” e aspira a essere nobile come la sua arte, di pittore, scultore e anche di architetto, come ci dice il Vasari che ne tratta a lungo nella sua “enciclopedia” degli artisti. Non vi sono velluti, legni colori, ori niente sfarzi, nessuna velleità di ambientazioni. Solo Giotto con le sue opere posate su una sequenza di grandi altari profani composti ciascuno da due potenti volumi: una massa orizzontale di appoggio e uno spesso muro verticale a fare da sfondo, connessi tra loro e quasi galleggianti su un pavimento-zattera, una placca metallica della stessa materia, che non vuole congiungersi con i muri di ciascuna sala.”

Visitare la mostra “Giotto, l’Italia” regala un incontro privilegiato ed emozionante con Giotto.

 

Info:
“Giotto, l’Italia” a Palazzo Reale, Milano aperta fino al 10 gennaio 2016

Orari
lunedì 14.30-19.30 martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30 giovedì e sabato 9.30-22.30 il servizio di biglietteria chiude un’ora prima della chiusura

Ingresso
intero 12 euro (comprensivo di audio guida)
per riduzioni, info e prenotazioni contattare il numero +39 02 92800821

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...

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