Home Moda In passerella l’animo rocker e selvaggio della donna Cavalli

In passerella l’animo rocker e selvaggio della donna Cavalli

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La nuova collezione donna di Roberto Cavalli A/I 2016-17 torna a racchiudere in se tutto lo spirito della maison, Peter Dundas, direttore creativo ha continuato la missione, iniziata con la collezione uomo qualche mese fa, proponendo una linea dal tipico gusto “Cavalli”.
In passerella donne selvagge e istintive, il cui amore per la libertà e la natura le rendono delle vere pagane. Il trucco è impreciso e i capelli sono lunghi e sciolti.
Un animo rocker e primitivo sfila in passerella, dove pellicce di visone patchwork nascondono abiti in maglia metallica ispirati all’art Nouveau, accostati a stivaletti di pitone colorato e sciarpe ricamate. Le T-shirt hanno l’immagine di Greta Garbo o di Jean Harlow portate con un completo pantalone in velluto di seta o con la gonna animalier con giacca di velluto e stampa dorata della Belle Epoque, la camicia è lilla con le ruches.
Cappotti di velluto con collo di volpe a stampa tigre sono abbinati a vestitini con ricami a motivi di palme.
Il jeans, svasato sul fondo, è tutto ricamato a motivi floreali e portato con la camicia metallica e immagini di scimmie. Il maxichiodo in denim è accostato alla tunica in fil coupé con le frange.
A fine sfilata Dundas fa una riflessione sul cercare di accorciare i tempi tra le sfilate e l’arrivo degli abiti nei negozi e dichiara: “abbiamo bisogno di cambiare questo sistema, che è davvero faticoso per tutti, c’è la necessità che quello che creiamo sia fresco quando arriva in negozio, non si può più aspettare sei mesi”.

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.