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IKEA: una cucina sostenibile realizzata con bottiglie di plastica riciclate

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Il nuovo progetto IKEA realizzato con l’azienda italiana 3B S.p.A è il non plus ultra della sostenibilità, si tratta di una cucina di qualità realizzata con materiali di riciclo, nello specifico sono state utilizzate le bottiglie di plastica. Dopo due anni di ricerche e di lavoro è nata Kungsbacka, fabbricata con un nuovo materiale: una lamina plastica ricavata da bottiglie in Pet provenienti dalla raccolta differenziata delle città giapponesi.
Per rivestire un frontale servono 25 bottigile da mezzo litro. Un modo per evitare di utilizzare il petrolio come materia prima, sfruttando invece il riciclaggio.

“Qualità e sostenibilità sono assolutamente conciliabili”, dice Marco Bergamo, responsabile Sviluppo prodotto per 3B e continua, “La più grande sfida era creare un laminato riciclato che avesse gli stessi requisiti qualitativi del materiale vergine. Ci siamo impegnati a trovare una soluzione senza compromessi né sul piano della qualità né sul prezzo”.
“Dobbiamo imparare a usare le risorse del pianeta in modo intelligente”, aggiunge Anna Granath responsabile del team Ikea che ha sviluppato il prodotto, “la nostra ambizione è aumentare la percentuale di materiali riciclati nei nostri prodotti. Stiamo studiando nuovi modi per riutilizzare materiali come carta, fibre, schiuma e plastica, in modo da dare loro nuova vita all’interno dei nostri prodotti”, conclude.

Dal 1 febbraio le cucine sostenibili Ikea sono entrate in commercio in tutto il mondo e le si possono trovare nella finitura grigio antracite opaco.

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.