Si è conclusa ieri la prima giornata della 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Uno dei luoghi più magici al mondo, in cui il sogno del Cinema diventa reale nel corso di una rassegna che si rinnova di anno in anno.
Anche quest’anno il direttore artistico è Alberto Barbera e madrina della cerimonia di apertura è stata Alessandra Mastronardi.

Film di apertura di questa ricca edizione del Festival è stato La vérité (The Truth) con Catherine Deneuve e Juliette Binoche, pellicola in concorso nella sezione Venezia 76.

Ma oltre al concorso ufficiale, c’è un’altra sezione che negli anni si è distinta nella selezione di film da tutto il mondo, ciascuno con qualcosa da dire. Si tratta del concorso Orizzonti che per la 76a edizione del Festival di Venezia ha visto Pelikanblut (Pelican Blood) film tedesco diretto da Katrin Gebbe. Il film ha in sé gli echi dell’Esorcista e di tutti quei film che al grande capolavoro di William Friedkin. Non potrebbe avere ragione d’essere un film come quello che ieri ha aperto la sezione Orizzonti senza molti illustri precedenti.

La storia è la già nota vicenda di una bambina malvagia e posseduta da forze oscure che la spingono a comportarsi in modo disumano con il suo prossimo, dalle semplici urla ai morsi agli altri bambini per arrivare anche a cose peggiori.
A differenza dell’Esorcista in questo caso la piccola protagonista parte già svantaggiata in quanto orfana e avendo visto sua madre morire. La madre adottiva cercherà in tutti i modi di comprendere le motivazioni che portano la bambina a un simile comportamento per arrivare alla conclusione che la bambina è appunto posseduta da uno spirito malvagio.
Il problema principale del film, di cui restano le ottime performance degli interpreti, è che non sa esattamente cosa vuole essere. Cerca di essere un horror ma non lo è del tutto, a tratti un thriller ma non fino in fondo, finendo così per annoiare il pubblico in alcuni momenti che potevano anche essere tagliati dal prodotto finale.

Il secondo film della sezione Venenzia 76 del 28 agosto 2019 è stato The Perfect Candidate, film arabo diretto da Haifaa Al Mansour che racconta di un giovane medico donna che cerca di emanciparsi e far sentire la sua voce in una cultura maschilista che le impedisce di mostrarsi, parlare e (cosa che poi farà) candidarsi alle municipali della città.

La storia pur trattando tempi importanti è raccontata con leggerezza, forse troppa. Molti sono gli interventi musicali, dato che il padre della ragazza gira in tour con il suo gruppo ed è un musicista molto stimato.
Questo genere di storia è stata più volte narrata in varie forme ma forse in questo particolare periodo storico si sente più che mai il bisogno di parlare di certi temi come l’indipendenza della donna e la sua libertà.