R come ricerca, E come expedition, V come vita, quella marina, da tutelare e preservare: questi gli scopi di Rev Ocean, la più grande nave al mondo per pulire il mare. Costruita dall’italiana Fincantieri a Tulcea, in Turchia, la nave è stata interamente finanziata dall’ex-petroliere norvegese Kjell Inge Røkke, pentito di aver contribuito negli anni passati all’inquinamento globale.

L’imprenditore ha avviato questo progetto con l’idea di creare una piattaforma per la raccolta di conoscenze, dotando la Rev Ocean della tecnologia più avanzata e sostenibile per lo studio e la tutela del mare. A partire dal sito, su cui si potrà costantemente monitorare la navigazione della nave ed esplorarne gli strumenti.

Questa nave sarà attrezzata con una serie di dispositivi utili per lo studio dell’ecosistema marino: sonar di ultima generazione, idrofoni per captare i suoni del mare, strumenti per analizzare acqua e aria, eco-raccoglitori per cattura e rilascio di biomassa, pesci e campioni pelagici. E ancora, due piattaforme per droni e un eliporto, un centro per immersioni con camera di decompressione, un veicolo subacqueo capace di scendere a seimila metri di profondità e apparecchiature all’avanguardia per le comunicazioni.

Un vero e proprio laboratorio natante di analisi che permetterà a una sessantina di scienziati ed esperti, coadiuvati da uno staff di 35 persone di equipaggio, di intraprendere spedizioni fino a 114 giorni in completa autonomia. L’obiettivo è quello di monitorare le condizioni di salute dell’oceano ed elaborare soluzioni ecosostenibili per la sua pulizia. A bordo anche un inceneritore utilizzabile sia per il materiale di scarto prodotto dalla navigazione che per la plastica raccolta dalle acque. Un comitato scientifico valuterà e raccomanderà i dati raccolti e i progetti di ricerca da perseguire, garantendo il massimo livello di qualità scientifica.

La nave, lunga quasi 183 metri, è alimentata da motori diesel che rispondono al Green Pilot, un sistema di pilotaggio che monitora costantemente le emissioni di anidride carbonica e gas di scarico per consentire all’equipaggio di navigare nel modo più ecologico possibile. Inoltre, non solo ricercatori, ma anche turisti e amanti del mare potranno partecipare alle attività e ai workshop organizzati sulla nave. La Rev Ocean sarà infatti in grado di offrire un servizio di crociera green a 28 passeggeri, per coinvolgere sempre di più la popolazione nel rispetto del mare.

La prima missione sarà al largo di Accra, capitale del Ghana: “La metà della plastica in Ghana finisce in discarica insieme ad altri rifiuti. L’altra metà finisce per le strade, sulle spiagge e in natura”, ha dichiarato Nina Jensen, Ceo di Rev Ocean. Nella capitale del Ghana vengono prodotte ogni anno 270.000 tonnellate di rifiuti di plastica che non finiscono in nessun ciclo dei rifiuti. L’inefficienza dei servizi igienico sanitari della capitale costa circa l’1,6 per cento del Pil nazionale (per quasi 290 milioni di dollari all’anno) e provando a utilizzare un approccio di economica circolare il progetto prevede anche la creazione di posti di lavoro.

Nel caso in cui la missione in Ghana si concluda con successo, l’obiettivo della Fondazione Rev Ocean sarà quello di esportare il modello di intervento in altre città in cui il problema della plastica soffoca l’economia e lo sviluppo delle comunità. La Fondazione si propone anche di istituire una banca dati aperta per consentire l’analisi dei dati degli oceani.