o Superman vs Batman, USA, 1999. Plastica, h. 20 cm L’origine di questo salvadanaio è probabilmente da ricercare nelle speculazioni diffuse sul finire del 1999 dai media, che cominciarono a parlare di un progetto – mai realizzato – per portare sul grande schermo i supereroi Superman e Batman.

“Cha-Ching! È il suono delle monete, ma anche una locuzione inglese che, facendo riferimento a quel suono, ne esprime il conseguente stato di allegria. Sono felice di pubblicare un volume che parla di salvadanai, amici di infanzia in cui non credevo più di imbattermi.”

Franco Maria Ricci

o Winston Churchill, Gandhi, Charles de Gaulle, Tito, Danimarca, 1979, 1984, 1982, 1981 Grès porcellanato, h. 17, 17, 18, 18 cm Questi salvadanai, che riportano sul retro il nome e la data di nascita e di morte dei personaggi rappresentati, provengono dalla Soholm, la più antica fabbrica di ceramica danese. Fino al 1996 (data della chiusura), ogni anno una sua produzione era dedicata a un politico famoso in un numero limitato di esemplari.

Con queste parole Franco Maria Ricci apre il suo nuovo volume, dedicato a un argomento insolito e curioso, i salvadanai, che si lega a un tema più ampio, connesso sia alla macroeconomia sia alla quotidianità, il risparmio. L’argomento è di grande attualità, ma viene affrontato da un punto di vista innovativo e originale. All’introduzione di Franco Maria Ricci segue il turbinoso racconto Il maiale felice di Giancarlo De Cataldo, noto autore di Romanzo criminale (2004) e Suburra (2014), che narra il furto di un porcellino molto particolare e delle sue impreviste conseguenze.

o Maiali, USA, 1950-1960. Ghisa/Cast iron, h. 10 cm
Tra le forme più classiche del salvadanaio c’è il maiale. Secondo alcuni deriva da un’abitudine contadina: un tempo gli avanzi si “investivano” dandoli in pasto ai maiali, poiché i grassi suini fruttavano ottimi guadagni e abbondante nutrimento. Secondo altri esiste invece un legame con il materiale usato per modellare piatti e vasi nell’Inghilterra del Medioevo: una creta aranciata, chiamata pygg. I primi salvadanai costruiti con questo materiale vennero chiamati pygg bank, banca di terracotta. Data l’assonanza tra le parole pygg e pig (maiale), gradualmente il “maialino” iniziò a indicare la forma del salvadanaio e non più il materiale di cui era costruito.

E ancora, Guido Guerzoni, ricercatore di Storia economica alla Bocconi, accompagna il lettore in una storia sociale e culturale del risparmio, illustrando il continuo sviluppo di un concetto che è mutato nel corso dei secoli. I testi sono affiancati dalle immagini inedite dei salvadanai della collezione del Museo del Risparmio di Torino, costituita da oltre milleseicento pezzi e qui illustrata mediante una accurata selezione che ne comprende circa un centinaio. Da quelli alti più di mezzo metro a quelli di pochi centimetri, variopinti, semplici o animati da complessi meccanismi, pop o rigorosi: i salvadanai popolano le pagine del volume nelle loro numerose forme, in un catalogo che comprende i classici porcellini ma anche altri animali, presidenti americani, stufe, radio, libri, orci, automobili, personaggi dei film o dei fumetti e tanti altri ancora.

 

Magistralmente fotografati da Mauro Davoli, i salvadanai accompagneranno il lettore in un percorso dedicato all’Arte del Risparmio, presentato da Franco Maria Ricci con la consueta cura e attenzione alla grafica e all’impaginazione e stampato negli eleganti caratteri bodoniani.