Come ben saprete ieri si è aperto il vertice sul clima delle Nazioni Unite a New York, sono state tante le parole che si sono spese a riguardo, lo stesso segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato che “L’emergenza climatica è una gara che stiamo perdendo, ma possiamo vincerla”, confortato dal fatto che sessantasei stati hanno aderito all’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050, ovvero a raggiungere zero emissioni e sessantotto paesi si sono impegnati a rivedere formalmente i loro piani climatici entro il 2020. Certo sembra un bel risultato, però a queste belle parole mancano alcuni dettagli. Si può definire quindi un fallimento il summit appena tenutosi?

In un certo senso sì, perché è vero che molti stati, di cui sopra, hanno detto “a parole” che si sarebbero impegnati, però non hanno mostrato dei concreti piani sul come farlo, le parole stanno a zero se non ci sono fatti. Per non parlare di paesi come la Cina che ha dimostrato di non essere ancora disposta ad abbandonare i combustibili fossili, oppure l’India di non voler rinunciare al carbone e gli Stati Uniti di non avere intenzione di rispettare gli obblighi del trattato di Parigi (da cui hanno deciso di ritirarsi il 1° giugno del 2017).

Quindi, per tutti quelli che non hanno capito il discorso di Greta Thunberg o per quale motivo si sia così tanto indignata, spero che la breve, semplice spiegazione di cui sopra possa essere un piccolo lumicino di chiarezza. Per questo Greta dice che non è abbastanza, anzi: “È tutto sbagliato”. E continua, “Siamo all’inizio di un’estinzione di massa e tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica. Come osate! Per più di trent’anni la scienza è stata molto chiara. Come osate continuare a distogliere lo sguardo e a venire qui a dire che state facendo abbastanza, quando non si vedono ancora da nessuna parte le politiche e le soluzioni che sarebbero necessarie?”

Ricordo che gli stati citati sopra, che con grande entusiasmo hanno dato il loro appoggio, non hanno portato alla mano dei piani su come attuare i loro cambiamenti. So che sono ridondante ma è questo il punto cruciale su cui riflettere. Per questo Greta dice che sta perdendo tempo perché alla fine tutti applaudono ma nessuno agisce, “Io non dovrei essere qui. Dovrei essere a scuola dall’altra parte dell’oceano, eppure venite tutti da me per avere speranza? Come osate! Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote”. A tal proposito si è dichiarata scettica sull’efficacia di questi summit, “Oggi non verranno presentate soluzioni o piani in linea con queste cifre. Perché questi numeri sono troppo scomodi. E non siete ancora abbastanza maturi per dire le cose come stanno”. “I giovani cominciano a capire il vostro tradimento,” ha concluso Thunberg. “Gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi. E se scegliete di deluderci vi dico che non vi perdoneremo mai. Non vi permetteremo di farla franca.”

Probabilmente se in questi summit, dove molto si promette e pochissimo si mantiene, venissero fatte poche chiacchere, meno magheggi politici e più azione, non ci sarebbe più bisogno della scomoda ragazzina di 16 anni che vi fa tanta paura ogni volta che apre la bocca. E perché fa paura? Forse perché dice la verità? Forse perché certe cariche politiche non possono (hanno paura) di dire la verità perché, come Greta, la verità è scomoda?

In fine, informazione di servizio, anche se da questo istante, 24 settembre ore 14.02, fermassimo la produzione di CO2 il miglioramento, probabilmente, lo vedremo (vedranno) fra 50 o 100 anni. Quindi il summit con tante chiacchere e pochi fatti è stato davvero inutile per noi che ormai siamo spacciati, non vedremo mai il vero cambiamento, forse se ci diamo una mossa possiamo garantire un futuro migliore alle prossime generazioni.

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...